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FILM D'AUTORE/ Il regista Zanussi: un film su Wojtyla per mostrare che la santità è qualcosa di comune

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Quindi un film su Giovanni Paolo II, realizzato mentre era ancora in vita...

Il film su Giovanni Paolo II di per sé era forzato, non era una cosa che avrei voluto fare, perché non è naturale per un artista una biografia di una persona vivente; questo limita molto la mia libertà artistica. Ma era un momento particolare, l’inizio di Solidarnosc, il nostro movimento indipendentista, e per questo era utile fare un film che spiegasse un po’ il mio paese. “Da un paese lontano”, grazie al suo protagonista, ha avuto una diffusione larga, infatti è stato girato in inglese con i grandi attori hollywoodiani trovando pubblico negli Stati Uniti e spiegando chi sono i polacchi, quali sono le origini e la storia di questo paese e da dove veniva papa Giovani Paolo II.

E il film su Massimiliano Kolbe, girato in un momento molto delicato della storia, prima della caduta dell’Unione sovietica?

Anche il film su Massimiliano Kolbe, in un certo senso, fu forzato, perché lo volevano fare i tedeschi. Abbiamo incominciato ancora prima che crollasse il sistema sovietico e sembrava uno spreco non fare questo film avendo la possibilità di girarlo in Polonia sui luoghi autentici. In questo film ho lavorato con un mio collaboratore stretto molto celebre e molto scettico e abbiamo creato un pellicola in cui non si fa dell’agiografia stretta. Credo sia un film che porti piuttosto a una riflessione sul fatto, assolutamente straordinario, che un uomo nelle condizioni estreme riesca a superare se stesso, il proprio istinto vitale: l’amore può essere più grande. Ho fatto poi un terzo film che riguarda in un certo senso Giovanni Paolo II, o meglio la sua opera teatrale su Fratel Alberto (Adam Chmielowski), un altro canonizzato.

Ce ne parla?

Si tratta di “Fratello del nostro Dio”, girato nel 1998, una collaborazione con l’Italia e con la Germania, basata sul testo teatrale scritto da Wojtyla come giovane scrittore e poeta. Era un’opportunità particolare e mi è sembrato che valesse la pena portare al pubblico un testo completamente ignoto che mette a tema molti problemi e la visione coerente di un autore giovane che ha coinvolto, in questa opera drammatica, il personaggio storico di questo futuro santo, ma anche un personaggio, “Lo Sconosciuto”, che incontra Fratel Alberto e dietro cui si può vedere la figura di Lenin. Mi sembrava che un futuro papa che fa parlare Lenin in una propria opera teatrale fosse già un buon motivo per fare un film.
 

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