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LA RAGAZZA DEL LAGO/ Il film di Molaioli dove il thriller diventa cammino esistenziale

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Un fotogramma del film "La ragazza del lago"  Un fotogramma del film "La ragazza del lago"

Giovanni Sanzio ha la dermatite, una figlia con cui ha problemi di comunicazione a causa della sua introversione, una moglie che lo ha completamente dimenticato a causa di una malattia degenerativa del sistema nervoso.

 

Il commissario Giovanni Sanzio ha un caso da risolvere: una ragazza è stata trovata morta sulle sponde del lago di un piccolo paese della provincia triestina. Una ragazza che ha la stessa età di sua figlia, forse i suoi stessi problemi, chissà. Il commissario Giovanni Sanzio inizierà le indagini nel piccolo paesino, in cui tutti sembrano essere colpevoli della morte della ragazza.

 

In molti ricorderanno La ragazza del lago, per la grande sorpresa che ci regalò durante la consegna dei David di Donatello nel 2008. In un concorso spesso prevedibile, dove non è difficile indovinare a chi andranno le statuette (e infatti quell’anno si pensava che a fare man bassa di premi sarebbe stato Caos calmo di Antonio Grimaldi), La ragazza del lago sorprese tutti vincendo i premi più importanti (tra cui Miglior regia, Miglior opera prima e Miglior attore).

 

Diretto da Andrea Molaioli, esordiente con alle spalle quasi dieci anni da aiuto regista per Nanni Moretti, La ragazza del lago è un thriller atipico per il panorama italiano, un genere spesso diviso tra la banalità televisiva della prima serata e il desiderio cinematografico di fare gli americani senza poterlo. E invece La ragazza del lago prende tutt’altra strada, partendo (forse non a caso) da un romanzo della scrittrice norvegese Karin Fossum, splendidamente trasferito dai fiordi nordici, alle atmosfere ruvide e glaciali del Friuli.

 

L’indagine messa in piedi da Molaioli (accompagnato in fase di scrittura da Sandro Petraglia) è lontana dai problemi e dai disagi dalla classe medio-borghese a cui anni di televisione e cinema americano ci hanno abituato (per intenderci, quella dei piccoli tradimenti, degli omicidi per gelosia, del disagio dei figli, della crisi di mezza età).

 

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