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DAITARN 3/ Il robottone più simpatico e più moderno, con tanto di veline al seguito

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“Dai buttati, mica avrai paura?”. “Lo sai che non mi piace fare queste cose”. “Fai come Daitan!”. “Guarda che si dice Daitarn, con la R”. “Io l’ho sempre chiamato Daitan”. “Ti dico che si chiama Daitarn 3!”. “E il due e l’uno dove sono finiti?”

 

Questo era il discorso che facevamo io e la mia amica Silvia, in procinto di scavalcare il muro della festa dell’Unità di Reggio Emilia, nel 1998! Avevamo dimenticato il portafogli tutti e due e l’unico modo per vedere i Subsonica, allora gruppo sconosciuto, era quello di comportarsi da perfetti ladruncoli di periferia.

 

Ovviamente quello che aveva paura di buttarsi ero io. Alla fine, armato di coraggio, ho fatto il grande salto… strappandomi i pantaloni! Sembravo davvero uno scappato di casa, sporco di terra e con un taglio verticale che partiva dal ginocchio e arrivava alla caviglia.

 

“Silvia, devi sapere che il Daitarn 3 funziona a energia solare, secondo me non funziona di notte, a meno che abbia delle batterie energetiche molto potenti”. “Interessante… si dice Daitan”. “Ancora con questa storia?”.

 

Daitarn 3 è sicuramente il Robot più simpatico della storia dell’animazione giapponese. Era l’unico che faceva smorfie e sorrisini e ogni tanto ballava e assumeva posizioni bizzarre. Il suo pilota, Haran Banjo, è stato votato come il pilota più sexy di tutti i tempi. Nonostante i capelli verdi laccatissimi, Banjo aveva un stuolo di fan e ammiratrici. Le sue due pretendenti più famose erano Beauty e Reika: la bionda e la mora, praticamente le veline del Daitarn 3. Erano le assistenti personali di Haran Banjo che, insieme al ragazzino Toppi e al “maggiordomo” Garrison Tokida, formavano una delle squadre più affiatate delle serie robotiche.

 

I Meganoidi erano i cattivi di turno, anche loro personaggi cult della serie. La storia narra di un certo professore, Haran Sozo, promettente scienziato, che vive su Marte con la sua famiglia e che cerca di creare una nuova razza robotica, i meganoidi appunto. Quando questi robot prendono coscienza, si ribellano e uccidono il loro creatore con la moglie e uno dei due figli.

 

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