BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPLICE/ Il film che mostra quanto diventa horror l’uomo che si crede creatore della vita

Pubblicazione:

Una scena del film Splice  Una scena del film Splice

Un volto ambiguo, dalle inquietanti sembianze umane, un corpo informe e conturbante (modellato sull’androgina Delphine Cheneàc) che diventa oggetto di amore genitoriale, di sperimentazione scientifica, di fascinazione sessuale. Un vortice di violenza e perversione di sapore cronenbergiano che trascina, tra attrazione e repulsione, i due scienziati.

 

Il primo indizio della sciagura è la sequenza splatter in cui Ginger e Fred, esposti in una teca a un convegno scientifico, si fanno a pezzi reciprocamente. I mostri hanno cambiato sesso senza che nessuno se ne sia accorto. Come dire che il controllo umano è illusorio, che “i miracoli” (i due chiamano così i loro mostri) si beffano delle previsioni.

 

Dren, rinchiusa in un fienile, cresce e invecchia a un ritmo frenetico, imita movenze e comportamenti umani, viene truccata da Elsa, balla con Clive e lo seduce. Porta a galla i conflitti sopiti della coppia, il mostro che cova nei coniugi, le paranoie latenti di Elsa, ossessionata dall’infanzia offesa e combattuta tra l’attaccamento più selvaggio e l’odio più crudele nei confronti di Dren.

 

Il film scade nel finale in horror grezzo, con sequenze gratuite da B-movie di cui la storia non sentiva il bisogno. Si comprende l’intento di allestire una distruzione parabolica, un massacro che incarni la ribellione cieca della natura manipolata e offesa. Ma si sarebbe preferita una nota più sottilmente inquietante, come gli occhi inespressivi di Elsa che, nell’ultima sequenza, ci suggeriscono che il peggio deve ancora venire, che l’abisso dell’animo umano guiderà il progresso verso perversioni non ancora immaginabili.

 

I conflitti psicologici dei protagonisti sbeffeggiano l’ideale illuminista dello scienziato obiettivo e neutrale, che ha il controllo della situazione. L’uomo è un garbuglio incomprensibile a se stesso che diventa ridicolo e pericoloso quando pretende di esaurire la realtà e crearla a sua immagine.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >