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LA GRANDE STORIA/ Puntata di stasera, 20 agosto 2010, Rai Tre ore 21.10 Giovinezza, dalla culla al moschetto

balillaR375.jpg (Foto)

Giunto al potere, Mussolini intraprende un vasto programma di formazione culturale con lo scopo di allevare ed educare schiere di giovani fascisti di provata fede e assoluta devozione. A questa volontà di plasmare e modellare l’uomo nuovo fascista “dalla culla al moschetto”, dalla nascita alla guerra, è dedicato il film-documento. Il filmato racconta la creazione di nuovi istituti per il sostegno delle madri e per la salute del neonato, come l’Opera Maternità e Infanzia del 1925, e la costituzione dell’Opera Nazionale Balilla nel 1926 per bambini e adolescenti. Figli della Lupa, balilla, avanguardisti, piccole e giovani italiane, marinaretti. La vita di ognuno di loro è seguita passo passo, a scuola, nelle palestre, nei campi paramilitari. Nell’attività all’aria aperta, nelle colonie marine e di montagna.

 

Al Foro Italico ed alla scuola di Educazione fisica femminile di Orvieto. Durante le gare sportive e culturali dei Littoriali dello Sport, o quelli della Cultura e dell’arte. “Balilla” diviene un marchio forte e di successo. E il nome “Balilla” viene attribuito anche a tipi di grano, a sommergibili, automobili, modelli di radio popolare a basso costo. Ma “Balilla” è anche il soprannome attribuito al calciatore Giuseppe Meazza, il capitano della nazionale di calcio che vinse due volte la coppa del mondo nel ’34 e nel ’38; e nel ’36 la medaglia d’oro olimpica a Berlino. La squadra azzurra idolo di tutta la gioventù del ventennio.

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