BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FELLINI/ L’omaggio del teatro alle “visioni” di uno dei maestri del cinema italiano

Pubblicazione:

Federico Fellini (Foto Ansa)  Federico Fellini (Foto Ansa)

«Da Rimini al mondo»: questa la frase con cui una gentile hostess accoglie il pubblico dell’Arena D3 della Fiera Nuova di Rimini in attesa dell’inizio dello spettacolo teatrale “Federico!” Felliniana in due atti e uno spot. Ma lo slogan con cui porge garbatamente il proprio pieghevole informativo non è riferita al Maestro, bensì alle molte opportunità di voli low cost e charter che collegano il locale aeroporto - questo sì intitolato a Federico Fellini - al resto del mondo, mentre sui due maxischermi ai lati del palco passano le immagini delle varie destinazioni.

 

Siamo certi che il più famoso cittadino di Rimini avrebbe sorriso di questo involontario ma curioso incipit alla pièce a lui dedicata dal drammaturgo e autore televisivo Bruno Sacchini (che ne ha curato sia il testo che la regia) in occasione dei 90 anni dalla sua nascita e dei 50 anni de La dolce vita e dove - il pubblico lo scoprirà molto presto - sono messi a tema proprio i conflitti che insorgono tra le sue preziosissime (poiché uniche) visioni impresse su celluloide, frutto della sua inimitabile fantasia di cineasta, e - riferimento alquanto esplicito - le suggestioni di immagini edulcorate a buon mercato offerte dal bottone di un telecomando.

 

Lo spunto iniziale dello spettacolo è rappresentato da un fatto realmente accaduto al grande regista. Nel 1983 l’Amministrazione Comunale di Rimini, in un sussulto di gratitudine misto a orgoglio nei confronti del suo figlio più celebre, delibera di donargli una nobile casa sul Porto Canale come riconoscimento alla celebrità che ha portato alla città. Il tutto, dopo il comprensibile clamore iniziale, si risolve, nella miglior tradizione delle esplosioni creative del Maestro, in un vero e proprio “bidone”. L’abitazione non viene acquistata mentre il proprietario, che pare l’abbia messa a disposizione, scompare dietro trattative che non si capirà mai se il Sindaco abbia avuto l’effettiva intenzione di avviare o meno.

 

Di qui l’idea - su cui si regge la gustosa ora e mezza di spettacolo - di un Federico Fellini (Arnaldo Ninchi) che, al culmine della sua popolarità, avuta notizia delle intenzioni dell’amministrazione della propria città natale, giunge a Rimini (e più precisamente all’interno della casa in questione, che richiama l’harem domestico di 8 ½), proveniente da Roma, per visionare i locali e per firmare il contratto di acquisto dell’abitazione assieme alla moglie Giulietta Masina (Valeria Ciangottini), in un succedersi di equivoci, comparse improvvise e apparizioni immaginifiche, tra le macchiette rappresentate dagli esponenti politici locali e le reincarnazioni di due dei suoi più famosi archetipi femminili: l’Arzdora (Daniela Piccari) e la Saraghina (Francesca Airaudo).

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >