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CHE FAI TU, LUNA, IN CIEL?/ Con Giannini al Meeting va in scena la “fame” di Infinito in versi, musica e pittura

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Giancarlo Giannini e Alessandro La Motta sul palco del Meeting  Giancarlo Giannini e Alessandro La Motta sul palco del Meeting

«Sono convinto che il poeta di Recanati non è assolutamente un pessimista, anzi: è un realista»; «Non so nemmeno se mi troverò di fronte poche o tante persone»; «Io credo che solo una cosa può salvare il mondo: l’apertura al Mistero, la fede in Dio. Spero che le parole di Leopardi arrivino a tutti quelli del Meeting come alimento, perché è la fame quella che Dio ci ha dato. Fame, appetito, perché continuiamo a cercarLo».

 

Nella sua introduzione alla serata che ieri il XXXI Meeting di Rimini ha voluto dedicare a Giacomo Leopardi («Uno degli autori che ci è più caro») - Che fai tu, luna, in ciel?, per la regia di Otello Cenci -, la padrona di casa Emilia Guarnieri, nella qualità di presidente della fondazione “Meeting per l’amicizia fra i popoli”, ha tenuto a ricordare al numerosissimo pubblico convenuto i passi più significativi dell’intervista rilasciata da Giancarlo Giannini e pubblicata su queste pagine.

 

L’attore italiano è alla sua prima apparizione dal vivo nei padiglioni della Fiera Nuova di Rimini: era infatti intervenuto solo virtualmente al Meeting già due anni fa, interpretando in video uno dei readings de La Straniera, lo spettacolo multimediale di apertura di quell’edizione, tratto da La Rocca di Thomas Stearns Eliot sempre per la regia di Cenci.

 

E il consumato uomo di teatro e di cinema sulle prime ci è apparso non indifferente alla presenza fisica della folta platea riminese, oseremmo dire quasi leggermente contratto dall’urto con il pubblico del Meeting - davvero generoso di applausi (fin troppo, per la verità, nei passaggi iniziali del suggestivo spettacolo) - che ha stipato la Telecom Italia Arena D3, una sorta di freno che si è allentato via via che l’ora abbondante di recital scivolava via sia dal palco che dai quadranti degli orologi.

 

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