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UN MEDICO IN FAMIGLIA 6/ Quella strana malinconia della famiglia Martini che chiama in causa Shakespeare

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Il cast di Un medico in famiglia 6 (Foto Ansa)  Il cast di Un medico in famiglia 6 (Foto Ansa)

Giunti alla fine della riproposta estiva del sesto ciclo di “Un medico in famiglia” vale la pena spendere qualche parola su una fiction che ha ottenuto grande successo fin dal 1998 e che si appresta a tornare sul piccolo schermo per la settima volta con una produzione originale.

 

Innanzitutto va detto che il successo di una trasmissione non è mai da guardare con sufficienza, quasi si trattasse di un fenomeno popolare sì, ma proprio per questo di basso livello, adatto a palati non raffinati. Se milioni di spettatori sono stati incollati alla televisione dalle vicende della famiglia Martini, ciò significa che personaggi e storie hanno colto qualcosa con cui il pubblico si è riconosciuto.

 

Ad esempio la realtà di una famiglia allargata, protettiva, attuale e al tempo stesso legata al tradizionale ruolo dell’autorità. Chi, nella polverizzazione dei nuclei familiari di oggi, non desidererebbe almeno un grande tavolo da pranzo, dove la colazione è sempre pronta e dove si prendono le decisioni più serie?

 

Poi l’ambiente medico, come sempre pieno di relazioni significative, di casi umani, di avventure sentimentali. Non è una novità che l’ospedale e la scuola siano i luoghi dove l’umanità è più scoperta e dunque raccontabile.

 

Infine le figure di contorno, che ruotano attorno al nucleo costituito dai componenti della famiglia Martini: persone con storie strampalate, a volte macchiette, più spesso con disagi e dolori, che trovano un ancoraggio almeno temporaneo in una casa abitata da gente che si vuole bene. Tutto questo entra un po’ nell’esperienza, o almeno nel desiderio, di molti.

 

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