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FESTIVAL DI VENEZIA 2010/ Gassman, il caleidoscopico "mattatore" che rappresentava l'Italia con amarezza ed ironia

venerdì 3 settembre 2010

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rende omaggio, nell’edizione che si è aperta ieri, alla figura di Vittorio Gassman. L’occasione è il decimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta a Roma il 29 giugno del 2000. Il programma speciale, approntato per ricordare uno dei mostri sacri del cinema italiano, comprende la proiezione di due film: la versione restaurata di Profumo di Donna (D. Risi, 1974), e la prima mondiale di Vittorio Racconta Gassman – Una Vita da Mattatore, un documentario ricco di contributi inediti realizzato da Giancarlo Scarchilli con la collaborazione del figlio Alessandro.


La scelta del film di Dino Risi come simbolo di un’intera carriera pare appropriata. Infatti con il personaggio del capitano cieco Fausto Consolo, Gassman ci regala una delle sue interpretazioni più riuscite, che gli valse – tra gli altri – il premio come miglior attore al festival di Cannes. Il film documento di Scarchilli, invece, propone il percorso umano e professionale di Vittorio Gassman visto da dentro, cioè ricostruito a partire dai racconti e dalle dichiarazioni dello stesso Gassman.


Il documentario si compone di brani di interviste e di film popolarissimi, di spezzoni televisivi presi dal repertorio delle Teche Rai – in particolare c’è del raro materiale relativo ad un’autobiografia – e di numerose testimonianze di colleghi ed amici. A guidarci in questo caleidoscopio di ricordi ed emozioni è Alessandro Gassman, co-autore di questo film-omaggio, attore capace nonché, come sappiamo, figlio dell’indimenticato mattatore.


Personalmente, il primo film che mi torna in mente pensando a Gassman è I Soliti Ignoti (M. Monicelli, 1958), in particolare la scena nella quale lui, fingendosi agente di commercio, balbuziente dialoga imitando diverse inflessioni dialettali con una giovanissima Carla Gravina. Se poi sfoglio un libro che si intitola Commedia Italiana in 100 Film (che vanno dal 1932 al 1993) vi trovo il suo nome, tra i crediti dei film del dopoguerra, quasi ovunque. Semplice dato di fatto, che però testimonia come Vittorio Gassman sia certamente da annoverare tra le personalità più straordinarie del cinema italiano di sempre.

 

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