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MICHELE SANTORO/ Il dg Rai Masi: La sentenza impone che conduca programmi. Ma non dice quali

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«Nell'immediato – afferma Masi - il rapporto con Santoro in Rai è definito con una sentenza del giudice passata al secondo grado di giudizio che dice che Santoro deve fare dei programmi, non dice evidentemente che tipo di programma. Sto incontrando Santoro per cercare di definirli». Masi risponde anche ad alcune domande sul caso di Paolo Ruffini, sostenendo che «Il rispetto per la magistratura e per le sue sentenze è fuori discussione, per chi come me ha vissuto quasi trent'anni nelle istituzioni è un must, è una stella polare». Ma aggiunge: «Detto questo, bisogna evitare che qualche interpretazione eccessivamente ossequiosa di talune sentenze porti a fare sì che un'azienda non sia in grado di gestire se stessa». Per il dg Rai,sarebbe in particolare «paradossale che una società per azioni non possa avvicendare un proprio dirigente superiore dopo otto anni che fa lo stesso mestiere». Per Masi la vicenda starebbe sortendo effetti negativi al di là di se stessa: «sta creando, non soltanto nella Rai ma in tutto il mondo del lavoro italiano, conseguenze molto serie». Questo, perché «le sentenze vanno comunque rispettate, ma le aziende devono essere in grado di potersi gestire al meglio».


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