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FLINSTONES/ I cinquant’anni del celebre cartoon. L’intervista al disegnatore di Tex Willer, Corrado Mastantuono

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I Flinstones furono un giro di boa importantissimo del mondo dei cartoon. Con la serie ideata da Hanna & Barbera si assiste a un cambio di idea nell’animazione. L’animazione non è più basata sulle gag come le rincorse prolungate dei personaggi, ma sule storie in sé. Ecco che si assiste dal punto di vista del disegno a pochissimi segni ripetuti, ad esempio i fondali ripetuti continuamente.  Una animazione a basso costo che però permetteva di affrontare il concetto di storia da raccontare.

Pochi segni ripetuti, però uno stile grafico che ha lasciato il segno…

Certo, tra la fine degli anni 60 e poi per tutti gli anni 70 si sviluppa uno sitle grafico nei cartoon originalissimo e importante. Ricordiamo ad esempio qui in Italia l’omino della sigla di Rischiatutto, disegnato da Lodolo. Uno stile grafico che si staccava da quello della Disney, tutto fatto di personaggi rotondi e paffutelli.

Adesso i personaggi diventano spigolosi, pochi segni grafici, una ricerca di sintesi affascinante che da una parte rincorre l’esigenza del periodo storico, dall’altro, specie nell’animazione, faceva anche comodo avere poche linee sintetiche che permettono una lavorazione più veloce.



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