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MEGAMIND/ Un cartoon anche per adulti per capire chi è veramente "cattivo"

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Megamind si ritrova dunque padrone della città, ed è qui che comincia la noia. Il Male non può esistere senza il Bene e viceversa, come Yin e Yang, il giorno e la notte, perciò il cattivo senza l’eroe non ha più ragione di esistere e va alla ricerca di nuovi stimoli. Assume le sembianze di un occhialuto intellettuale e conquista la bella Roxane, cominciando a sperimentare cosa si prova a far parte dei buoni; quindi recluta Al, uno sfigato senza speranza innamorato di Roxane, e lo affida al pesciolino Minion, il suo fido alleato che - in una esilarante imitazione del Padrino - lo trasformerà in un nuovo supereroe da combattere (Titan, nome scelto perché “è l’unico senza copyright”).

 

Naturalmente, l’amore non perdona e Megamind finisce per dubitare delle sue scelte “cattive” quando si rende conto di essere innamorato di Roxane, ma nel frattempo ha creato un mostro: il nuovo eroe Titan, che doveva prendere il posto di Metroman, è insopportabile, pieno di sé e animato da un egoismo senza fine. Fare l’eroe non gli interessa perché “è da sfigati. Uno lavora, lavora, lavora, e per cosa?”. Perciò, alla fine propone a Megamind un patto: allearsi per dominare la città!

 

Il confronto tra i due, in cui Megamind cerca di spiegare a Titan la necessità di agire secondo i rispettivi ruoli, svela e prende in giro allo stesso tempo il meccanismo della drammaturgia, che assegna le parti ai personaggi secondo gli archetipi tradizionali e conduce la storia in modo da rispettarle. In questo caso, invece, la sceneggiatura gioca con i ruoli, li strapazza, osando andare contro le regole per arrivare a un prodotto che funziona. Certo, la morale che il cattivo a volte non è veramente cattivo ma, dandogli amore, può diventare più buono del buono non è nuova (vedi Shrek); eppure, l’idea della necessità di avere Bene e Male nel mondo è molto moderna, e permette di dimostrare che sono le scelte, non il ruolo assegnato dal destino o dalla società, a fondare la vita di un essere umano.

 

Non a caso l’unico personaggio davvero condannabile è Titan, che pretende di diventare un eroe senza averne la taratura morale e crede che tutto gli sia dovuto solo perché qualcuno ha deciso di assegnargli il ruolo del buono (“io sono il buono e quindi devi stare con me!” dice a Roxane). Megamind è un eroe perché, al contrario, non si fossilizza nel suo ruolo ma ha il coraggio di rompere gli schemi, mettere in discussione le sue scelte e prendere decisioni coraggiose per salvare ciò che conta veramente (salvare la città, salvare Roxane). Come gli ricorda Roxane, lui non ha mai gettato la spugna, non è mai fuggito in battaglia e questo è il suo maggiore pregio: il vero eroe non smette mai di lottare, nemmeno quando l’avversario è… se stesso.



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