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LA VERSIONE DI BARNEY/ Dal libro al film, un "salto" che emoziona e diverte grazie a un solo attore

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Paul Giamatti all'assegnazione del Golden Globe per La versione di Barney  Paul Giamatti all'assegnazione del Golden Globe per La versione di Barney

Il risultato è un film che, se confrontato con il romanzo, risulta essere decisamente mediocre nella sua struttura a flashback così incasellata (nel romanzo, seppur presente, la stessa struttura è una sorta di amalgama senza forma tra passato e presente) e in un personaggio eccessivamente edulcorato e smussato nel suo caratteraccio.

Eppure, dobbiamo ammetterlo, il film arriva fino alla fine camminando sulle sue gambe, raccontandoci una storia che sa divertirci ed emozionarci in un delicato equilibrio tra commedia e dramma grottesco, ridotto sì a grande storia d'amore, ma che, attraverso essa, riesce a raccontarci la vita complessa di un uomo. Se una critica però dobbiamo farla, quella certamente va alla regia di Richard J. Lewis, che immerge tutto in un'atmosfera anonima e poco incisiva, dove il Canada è un mondo grigio-azzurro e Roma è un tempio giallo e rosso. Nella regia c'è poca inventiva non solo nelle inquadrature, ma soprattutto in un montaggio sin troppo didattico e senza mai un attimo di coraggio nel proporre qualcosa di più temerario.

Il libro ci immerge, il film ci catapulta. E a trovarci davanti al volto triste e cinico di Paul Giamatti, non si può non pensare che lui e solo lui avrebbe potuto interpretare Barney Panofsky. Giamatti ci regala un'interpretazione intensa che si destreggia tra diversi toni (dramma, commedia, grottesco, comico) con una facilità e una sicurezza davvero invidiabili. La sequenza in cui distrugge il salotto in preda alla rabbia (e che drammatica e commuovente rabbia!) è un momento di grande emozione. È Paul Giamatti la vera punta di diamante della pellicola, un attore che aveva finalmente trovato il ruolo della vita, purtroppo non supportato a dovere da questa grande orchestra che è il cinema.  

Il film è quindi meno bello del libro? No, è solamente diverso.



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