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L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL/ La favola buffa di Jeunet che mette in gioco i bisogni reali dell’uomo

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Cosa aspettarsi da un film di Jeunet se non una sequela infinita di trovate, stramberie e freaks da circo di recupero? "L'esplosivo piano di Bazil" ha tutte queste cose, sorrette da una sceneggiatura che non sbaglia un colpo nell'ordire le trame di una vendetta naive e buffa (ma reale e pulsante nei suoi bisogni) portata avanti da un gruppo di strani personaggi ottimamente caratterizzati in fase di scrittura e fatti vivere con la solita bravura dagli attori di cui Jeunet ama circondarsi. La nuova entrata del Clan Jeunet è anche quella che stupisce di più: Dany Boon, fresco del successo di "Giù al nord" e qui protagonista della pellicola, ci offre un'interpretazione degna dei migliori attori del cinema muto, dove la mimica facciale e gli studiati movimenti del corpo diventano più importanti delle parole.

Perchè in fondo, "L'esplosivo piano di Bazil" non è altro che un grande cartone animato con attori in carne ed ossa, con situazioni surreali e trovate al limite dell'incredibile che portano avanti la storia in maniera assolutamente originale e sorprendente.

Ma l'emozione quindi dove sta? L'emozione è da un'altra parte, è ne "Il favoloso mondo di Amelie", è in "Una lunga domenica di passioni". Qui c'è delicatissima poesia circense, che fa i salti mortali sui piccoli cuori di quelle piccole persone e che infine scoppia in una fragorosa risata su cui aleggia, sempre e comunque, il dolore e la paura della morte (di cui però piace dimenticarci, perchè i baci flessibili di una contorsionista valgono molto di più).



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