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IL GENERALE DELLA ROVERE/ Riassunto ultima (seconda) puntata 10 ottobre 2011: il finale da eroe di Favino

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Piefrancesco Favino  Piefrancesco Favino

Il Generale della Rovere, riassunto ultima (seconda) puntata, martedì 10 ottobre 2011. La trama del finale - Si è chiusa con la seconda puntata andata in onda stasera su Raiuno la minifiction Il Generale della Rovere, interpretata da Pierfrancesco Favino. Ecco il riassunto e la trama del finale di questa sera (qui il riassunto della prima puntata). Giovanni Bertone, fingendosi il Generale Francesco della Rovere, entra nel carcere di San Vittore di Milano per carpire informazioni sulla Resistenza ai prigionieri politici da trasmettere poi al Colonello tedesco Muller, che decide di far diffondere la notizia che l’ufficiale badogliano è stato tratto in arresto. Bertone viene tenuto in isolamento, ma conquista in breve tempo la fiducia di una delle guardie e l’antipatia del Colonnello Franz. Proprio grazie al suo atteggiamento con l’ufficiale nazista, Bertone diventa popolare tra i prigionieri, tanto che molti di loro gli promettono fedeltà credendolo un vero eroe. Inoltre aiuta uno di loro (tale Bacchelli) nascondendo alla vista di Franz un utensile.

La piccola Ada intanto continua la sua permanenza a Genova nella casa chiusa dove lavora Olga. Qui rivede Blasco, l’uomo che aveva sfidato Bertone in una corsa clandestina di cavalli vinta grazie proprio alla bambina. L’uomo segue Ada fino al luogo in cui è nascosto il cavallo Fosco, dove nel frattempo è sopraggiunta Olga, e reclama per sé l’animale. La donna propone un patto alla bambina: se lei lascerà Fosco a Blasco, che intende farlo correre, la porterà a Milano a cercare Bertone. Ada accetta.

Muller dopo pochi giorni decide che è il momento di togliere la sua spia dall’isolamento. Subito Bertone decide di riconsegnare a Bacchelli il suo strumento guadagnandosi la sua gratitudine. Si scopre quindi che l’utensile serve per preparare una via di fuga attraverso le fogne del carcere. Mentre il piano sta per essere scoperto, Bertone intuisce il pericolo e richiama l’attenzione dei carcerieri facendo credere che due prigionieri siano venuti alle mani. Questa mossa fa conquistare nuova fiducia dei prigionieri nel Generale della Rovere, tanto che decidono di metterlo a corrente del piano di evasione e di invitarlo a scappare l’indomani con loro per portarlo al cospetto di Fabrizio, uno dei comandanti della Resistenza.

Bertone decide di tacere a Muller del piano e fugge quindi con altri prigionieri da San Vittore. Il gruppo raggiunge il luogo dell’incontro con Fabrizio e mentre aspettano il suo arrivo vengono attaccati da una pattuglia delle SS. Nello scontro a fuoco muoiono alcuni prigionieri, uno dei quali per salvare la vita a Bertone facendogli da scudo con il proprio corpo. I sopravvissuti vengono riportati in carcere. Qui Muller decide di punire la fuga facendo fucilare due di loro, i quali prima di morire chiedono di potersi congedare dal Generale della Rovere. Poi il Colonello tedesco convoca Bertone, ma non lo rimprovera per l’evasione. Anzi, ritiene che ora goda di maggior fiducia tra i prigionieri e quindi gli rivela che nella notte è stato arrestato anche il gruppo del comandante Fabrizio: l’uomo è quindi in carcere, ma si nasconde sotto un’altra identità. Gli chiede allora di scoprire di chi si tratta, in cambio di un milione di lire, di un salvacondotto per la Svizzera e della vita dei suoi compagni di fuga.



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