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SATIRA/ Napoli sommersa dai rifiuti? È l’ambiente adatto per i film “wastern”

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Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Il nuovo assessore ha chiarito subito i suoi obiettivi: “Il cinema in HD è strutturato in modo tale che lo spettatore possa vivere l’evento cinematografico immerso negli effetti più realistici possibili. Un esempio? Nel corso del film a ritmo continuo arriveranno nelle sale i camion che scaricheranno tra le poltroncine i rifiuti raccolti qua e là nei rioni e nei vicoli. Le maschere antigas, naturalmente con occhiali 3D incorporati, oltre ad avere il compito tradizionale di accompagnare gli spettatori al loro sudicio posto, provvederanno anche a un’equa e organica distribuzione degli scarti, così che nessuno spettatore, dalla prima all’ultima fila, possa perdersi un solo effetto speciale del film. Con questa iniziativa, che siamo sicuri sarà apprezzata dal pubblico e dalla critica, vogliamo lanciare non film di cassetta, ma film di cassonetto”.

Fin qui l’aspetto logistico del nuovo progetto, che andava però riempito di contenuti. Ed è a questo punto che entra in gioco De Laurentis, il quale mette a disposizione dell’amministrazione comunale le sue capacità, professionali e finanziarie, per realizzare il nuovo “sogno”. “Abbiamo già contattato - ha esordito il grande produttore - i migliori attori interpreti del genere wastern, che in America è già stato soprannominato USA&Getta: da Clint Wastewood a Gary Recooper hanno dato tutti volentieri la propria disponibilità. E di questo li ringraziamo”.

Lo stesso De Laurentis ha anticipato alcuni titoli dei nuovi film: “La discarica dei 101”, “L’odore dei Frizzi va via col vento”, “C’era una volta il Waste”, “Corvo rosso non avrai il mio scarto”, “Il mucchio selvaggio”, “Avanzo e Sacchetti”, “L’ultimo dei Mozziconi”, “Cowboy e fetori alieni”, “La stalla di latta”, “Il gran rifiuto di Ringo difficile da smaltire” e l’imperdibile “Le avventure di Bùttalo Bill” (dove il povero Bill non sa dove mettere il suo sacchetto dell’immondizia talmente gli spazi sono intasati di monnezza: un film coinvolgente, tanto che il pubblico, dopo 128 minuti in cui il protagonista vaga da un cassonetto all’altro, è indotto a sollecitarlo a compiere questa maledetta, semplice e veloce operazione di liberazione collettiva).



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