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PORTA A PORTA/ Governo e maggioranza "sotto torchio" nello studio di Bruno Vespa

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Bruno Vespa  Bruno Vespa

Formigoni sottolinea che in un momento in cui la maggioranza è attaccata il parlamentare di maggioranza deve garantire la presenza ed è per questo che è un incidente tecnico che sta diventando un incidente politico sanabile con voto di fiducia. Il Presidente Formigoni conclude dicendo che c’è stata una “leggerezza colpevole e inescusabile”. Cicchitto concorda. Reguzzoni, in cravatta verde, afferma che ci sono agenzie di stampa che raccontano di giornalisti che si vantano di aver rallentato Umberto Bossi, impedendogli di fare il suo ingresso nell’aula di Montecitorio e che per questa ragione non ha votato.
Il direttore del Tempo riporta la discussione su toni più pacati e sottolinea che non è stato solo un errore, perché dal punto di vista politico c’è uno sfilacciamento della maggioranza. Quindi Massimo Franco sottolinea la reazione leghista dopo il voto che ha detto "niente intercettazioni e niente condono". Poi aggiunge: il voto di oggi è un “messaggio brutto ai mercati finanziari ed è un colpo alla tenuta della maggioranza”. Momento di poesia con Antonio di Pietro che urlando dice “vi siete rotti e avete rotto…” il livello del dibattito si inabissa…
Quindi Formigoni prova a riprendere in mano un dibattito sereno e chiede che Berlusconi espliciti chiaramente la propria intenzione di non ricandidarsi alle prossime elezioni, così da permettere al Pdl di iniziare un lavoro che possa condurre alla creazione di nuove alleanze politiche sotto la stella polare del PPE.
Quindi ennesimo battibecco tra Di Pietro e Reguzzoni sulle province (come mai siano saltate fuori ce lo siamo perso…mah…). Quindi Vespa cambia tema e parte un servizio sulla crisi della Lega Nord, che prende le mosse dall’elezione di Maurilio Canton alla segreteria provinciale di Varese, che ha provocato una forte spaccatura tra “il cerchio magico” di Bossi, i c.d. maroniani e la base più militante. Ma la puntata sembra ormai sul finire, senza più cartucce da sparare. 
Tant’è che, in ottica pienamente da par condicio, Vespa decide di affrontare le dinamiche del centro sinistra, con il cosiddetto patto di Vasto tra Di Pietro, Bersani e Vendola. Ma la puntata ormai ha perso verve e l’ora si fa sempre più tarda. Permane l’impressione di aver visto una classica puntata del programma di Vespa, senza particolari picchi, che ha fotografato bene la situazione di estrema confusione in cui versa il nostro Parlamento.

(Remo Grigioni)



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