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LA MISURA DEL CONFINE/ Il film sui "muri" capaci di non far incontrare gli uomini

Una scena del film La misura del confine Una scena del film La misura del confine

La misura del confine non è un film di montagna, ma un film in cui la montagna è come la gigantesca quinta di un teatro che indifferente, e quasi sempre cupa, assiste alla vicenda.

Un po’ banale, infine, la contrapposizione di caratteri tra italiani ridanciani e un po’ superficiali e svizzeri silenziosi e metodici; in fondo il più simpatico e l’unico che sembra veramente se stesso è l’assistente del professore svizzero, un po’ imbranato ma simpaticamente sincero.

Una nota finale sul luogo in cui si svolge il film: è il rifugio Città di Vigevano al Col d’Olen tra Alagna Valsesia e Gressoney. Nel film appare quasi sempre avvolto da nebbia e solo nella scena finale i due topografi svelano attraverso il loro breve dialogo quanto grandioso sia quel luogo. A tutti consiglierei di andarci; non è necessario salire a piedi come nel film, da Gressoney sale una moderna cabinovia che porta a 15 minuti dal rifugio (aperto anche di inverno). Se ci andate, però, passateci anche una notte: nel silenzio il Monte Rosa vi dirà molte cose e, se siete fortunati, la mattina dopo al sorgere del sole potrete anche voi “misurare il mondo”.

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