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LA MISURA DEL CONFINE/ Il film sui "muri" capaci di non far incontrare gli uomini

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Una scena del film La misura del confine  Una scena del film La misura del confine

Il sindaco di un paese della Valsesia durante un’escursione in montagna sul Monte Rosa, trova semisommersi nel ghiaccio, i resti di un corpo mummificato. Intravvedendo la possibilità di uno scoop che possa rilanciare il turismo nella zona, come già accaduto in Alto Adige con il ritrovamento della mummia del Similaun, fa convocare sul posto due docenti di topografia per rilevare l’esatta posizione del confine tra Italia e Svizzera e decidere a chi compete lo studio del reperto. I due gruppi salgono separatamente con modalità e destini diversi per poi ritrovarsi insieme in un rifugio.

Dopo una prima parte in cui prevale la descrizione scientifico/escursionistica il resto del film La misura del confine si svolge completamente nel rifugio nel quale si dipana la vicenda che comprende anche due rifugisti molto esperti in gestioni turistiche, ma ben poco addentro alle cose di montagna. L’incontro apparentemente casuale conduce i personaggi a svelare i loro caratteri e, da sconosciuti costretti a convivere in uno spazio limitato, a confrontarsi sul modo di affrontare le insolite vicende che si ritroveranno ad approfondire.

La storia che il film descrive è interessante e ricca di spunti, così come la vicenda imprevista che si tinge di giallo nel progressivo ritorno a un passato comune a molti dei piccoli paesi sperduti nelle alte vallate alpine. A fronte di uno spunto che avrebbe potuto dare spazio a riflessioni sull’umano, dai dialoghi emergono osservazioni anche profonde ma che poi restano sospese, come se nessuno avesse il coraggio di affrontarle. Le storie che ciascuno si porta dentro non si incontrano e ogni sguardo resta un attimo per poi essere portato via dal vento che soffia incessantemente.

Forse è questo uno dei messaggi del film: i veri confini non sono quelli transnazionali o le creste delle montagne, ma quelli che noi stessi mettiamo alla necessità di raccontarsi agli altri. I limiti principali del film sembrano essere in questo, i personaggi ne escono allo stesso modo in cui vi sono entrati e anche il vivere insieme situazioni difficili in un ambiente grandioso non crea nulla nella storia.



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