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IN MEZZ'ORA/ Lucia Annunziata e il punto di vista "differente" sulle violenze romane

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IN MEZZO'ORA - Ad un giorno di distanza della manifestazione degli Indignati a Roma e della sua degenerazione a causa dell'intrusione di un gruppo di violenti, "In Mezz'ora" si occupa dell'argomento da una prospettiva che vuole essere diversa parlando con il Movimento, non del Movimento. Infatti, in collegamento dal Teatro San Lorenzo, ex cinema Palazzo, occupato da mesi, ci sono i rappresentanti del movimento. La trasmissione inizia con un video esclusivo ed emblematico che narra la fuga di un agente dal blindato incendiato dai manifestanti. Tornati in studio l'Annunziata pone la prima domanda a Francesco Raparelli, ricercatore universitario impegnato da anni con il movimento di San Lorenzo, chiedendogli se si sente rappresentato dal racconto che oggi la stampa fa della giornata di ieri. Raparelli afferma che la stampa ha eccessivamente semplificato nella dicotomia tra buoni e cattivi quanto accaduto ieri, che invece va visto come un problema di mal funzionamento di democrazia all'interno del movimento stesso che ha impedito che si esplicitassero solo le azioni tese ad allargare il consenso attorno ai temi portati avanti. Del resto, afferma il Raparelli, ognuno di loro ha vissuto solo parzialmente la manifestazione, lui stesso non ha assistito alla sua parte violenta. Lamenta anche interventi non ortodossi da parte delle forze dell'ordine a fasce pacifiche della manifestazione. Dopo un filmato della sera precedente alla manifestazione, quando la preparazione della giornata degli Indignati aveva tutte le caratteristiche di una grande festa la parola passa ad un'attrice del Teatro Valle (anche questo occupato) Ilenia, precaria del settore dello spettacolo, un settore che definisce invisibile. Anche lei sottolinea la parzialità della visione di chi non ha assistito a tutti gli aspetti della manifestazione, evidenziando come la partecipazione sia stata ampia e festosa se si escludono gli episodi di Piazza San Giovanni. L'attrice ribadisce un'eccessiva militarizzazione della capitale, risalente già a qualche giorno, che impedisce qualsiasi espressione di dissenso. 
A questo punto la presentatrice annuncia un collegamento con L'Aquila dove è in atto un'assemblea dei giovani quadri del PD, cercando di trovare punti di contatto tra questi e gli appartenenti al movimento, pur partendo da posizioni apparentemente così distanti. 
Infatti questi hanno aderito al movimento del 9 aprile affermando "Il nostro tempo è adesso". Il primo ad intervenire Raciti è responsabile del settore finanza del Pd e si pone criticamente nei confronti della lettera della BCE. L'Annunziata cerca di far notare le affinità delle due posizioni (giovani quadri e movimento) a Francesco Raparelli che non concorda in quanto sottolinea che di fatto il PD aderisce a quanto affermato dalla BCE, e alla domanda su cosa ne pensi di Draghi ritiene che le sue politiche di risanamento non tengano conto dei giovani e dei lavoratori. Interviene un altro rapprentante del PD, Fassina,che afferma che la BCE è una tecno struttura che copre spai che dovrebbero spettare alla politica. Pone quindi un problema politico: la necessità di ridurre le diseguaglianze migliorando le condizioni di chi lavora. Ci tiene a ribadire che le loro posizioni divergono da quelle degli occupanti del Teatro San Lorenzo, poichè ritengono che il debito debba essere comunque pagato, ma da coloro che negli ultimi 30 anni hanno guadagnato in maniera esagerata (a questo proposito ricorda come in Italia il 10% degli abitanti detenga il 50% della richezza). 
Ancora una volta l'Annunziata tenta di trovare una vicinanza tra le due diverse posizioni dei suoi ospiti, vicinanza che viene seccamente negata da Raparelli che ricorda le politiche di lavoro flessibile del PD che di fatto hanno portato i giovani di oggi a divenire precari e alla disgregazione dei diritti dei lavoratori. 



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