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OTTO E MEZZO/ Reguzzoni vs. Serracchiani, arbitra Lilli Gruber

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Lilli Gruber a Otto e Mezzo  Lilli Gruber a Otto e Mezzo

OTTO E MEZZO - Presidenza della Banca d'Italia, dissidi interni alla Lega Nord, povertà e soluzioni offerte: questi i temi dell'odierna puntata di Otto e mezzo. 
Il tema di partenza della trasmissione di Lili Gruber è il metro di misura utilizzato da Umberto Bossi per identificare il candidato ideale alla presidenza della Banca d'Italia. In studio Reguzzoni, capogruppo alla camera della Lega Nord, mentre in collegamento da Bruxelles è presente la deputata del PD Debora Serracchiani. 
La prima domanda della Gruber al rappresentante della Lega nord riguarda, come già detto, il candidato ideale indicato da Bossi alla presidenza della Banca D'Italia, Grilli, definito adeguato perchè milanese. Reguzzoni replica che si tratta di una sintesi, che dietro a questa conclusioni vi sono valutazioni più ampi, che peraltro non chiarisce. La Gruber incalza domandando se Bossi fosse serio o scherzasse e poi davanti alle risposte evasive dell'ospite conclude che il fondatore della Lega fosse serio. 
La parola passa alla Serracchiani che asserisce che questa lite fra Bossi, Berlusconi e Tremonti non fa altro che destabilizzare ulteriormente la credibilità che ha l'Italia all'estero. 
Si torna in studio con una domanda relativa alle affermazioni del sindaco di Verona, Tosi, che afferma che alcuni deputati della Lega sono stati colti da voltastomaco perchè costretti a votare a favore di determinate mozioni, leggi e quant'altro in Parlamento. La risposta di Bossi non si è fatta aspettare ed è stata, al solito, colorita. Cosa ne pensa Reguzzoni? Il capogruppo afferma che all'interno della Lega si può parlare liberamente, che non vi è censura, ma addirittura troppa libertà, che si è scelto deliberatamente di evitare correnti interne per lasciare libero ciascuno. 
La Serracchiani replica che la Lega confonde i suoi stessi elettori, avendo in qualche modo rinnegato quelli che erano i suoi propositi iniziali, soprattutto quello di volersi porre sul panorama politico come un movimento rivoluzionario che, di fatto, invece, si è adeguato alle regole. 
Il dibattito si accende con Reguzzoni che cerca di interrompere e la rappresentante del Pd che riprende la parola affermando che quanto accaduto a Varese è lo specchio della situazione interna alla Lega. 
Il rappresentante della Lega replica con forza affermando che il drastico cambiamento della situazione italiana necessita di un adeguamento ed accusa il Pd a non voler cambiare a nessun costo opponendosi per partito preso ad ogni proposta come il federalismo fiscale, il federalismo comunale e la libertà di impresa. Afferma che la Lega opera per premiare chi lo merita e per bloccare il continuo travaso di soldi dal Nord al Sud. 
La Serracchiani ribatte che si continua a parlare della riforma formale dell'articolo costituzionale n. 41 e non si parla del taglio del credito alle piccole imprese, si difendono le quote latte che interessano 109 allevatori o delle intercettazioni invece di affrontare temi reali. 
Reguzzoni interrompe più volte, poi afferma che, probabilmente, stando a Bruxelles lei non conosce la reale situazione, non sa dell'ostruzionismo che il Pd pone a qualsiasi proposta e porta l'esempio di una proposta della Lega Nord relativa ad incentivare il part time femminile con sgravi fiscali ad imprese e lavoratrici. Tutto questo ostruzionismo è fatto solo per rallentare la discussione relativa all'articolo 41. 
Serracchiani controbatte che bisogna intervenire prima dell'assunzione, incentivando il lavoro delle donne. Porta ad esempio la Danimarca dove l'occupazione femminile raggiunge il 74% e il tasso di natalità è particolarmente elevato. 
Il dibattito si accende tanto che la Gruber, prima di mandare la pubblicità invita a rispettare i tempi della conversazione senza interrompere. 
La trasmissione riprende con il punto di Paolo Pagliaro sui concetti di povertà relativa, povertà assoluta e vulnerabilità alla povertà. Mentre i primi due parametri sono conosciuti a tutti, così come le discrepanze tra tasso di povertà al nord e al sud, la vulnerabilità alla povertà indica la capacità di far fronte all'arrivo di situazioni di povertà derivanti, ad esempio dalla perdita del posto di lavoro. Anche in questo caso il meridione di Italia appare più esposto. 



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