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IL MONDO CHE VERRA'/ Ricchi e poveri sempre più divisi, il punto di vista di Romano Prodi

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Romano Prodi (Foto: IMAGOECONOMICA)  Romano Prodi (Foto: IMAGOECONOMICA)

IL MONDO CHE VERRA': PARLA ROMANO PRODI - Nella puntata di questa sera de "Il mondo che verrà", il Prof. Romano Prodi ha parlato del tema della ricchezza e in particolar modo delle differenze tra ricchi e poveri, le quali non stanno facendo altro che aumentare, non solo in Italia, ma in generale in tutta la fascia meridionale del continente europeo. Secondo Romano Prodi, infatti, l'intera Europa andrebbe divisa da questo punto di vista in tre fasce ben distinte: quella settentrionale, con paesi come la Scandinavia o la Norvegia, in cui prevale sostanzialmente l'uguaglianza; la fascia intermedia, di cui farebbero parte paesi quali la Francia e la Germania; la fascia meridionale, che comprenderebbe infine l'Italia ma anche la Spagna e la Grecia. Proprio in questi paesi la disuguaglianza tra ricchi e poveri è fortissima e non è certo un caso se sono proprio questi i paesi più poveri. E' l'uguaglianza infatti a portare ricchezza, come spiega il professore, non certo la disuguaglianza.
La trasmissione si svolge tutta con i partecipanti seduti intorno ad un tavolo rotondo. C'è il professor Prodi, per l'appunto, c'è la conduttrice Natascha Lusenti, e ci sono alcuni ragazzi. La discussione tra loro viene ogni tanto interrotta da alcuni filmati che approfondiscono determinate tematiche, quale ad esempio quello interessantissimo inerente la crisi americana del 2009.
Intanto al tavolo gli argomenti di cui parlare sono davvero tanti. Si discute sulle tasse, sul problema dei paradisi fiscali e sulla possibilità o meno di imporre una tassa sulle transazioni economiche che sia davvero efficace e nei confronti della quale non si possano trovare delle vie di fuga alternative.
Scuola, sanità e Welfare possono essere considerati come i pilastri che potrebbero essere alla base di una nuova società più equa? E soprattutto, gli stati cosa hanno fatto in concreto per far migliorare le condizioni dei cittadini più poveri? Due cose sostanzialmente, secondo il professor Prodi: le tasse, in primo luogo, ed in secondo luogo il welfare state. In cosa consiste quest'ultimo? Si tratta del sistema che garantisce un sostegno concreto ai cittadini in eventuali momenti difficili in cui essi possano venire a trovarsi. Inoltre, il welfare mette tutti sulla stessa linea di partenza, in modo che anche se ovviamente non tutti sono uguali, possano comunque avere le stesse basi per partire. Ed in tutto questo rientrano naturalmente servizi quali la sanità e la scuola. Proprio trovare risorse per il welfare è la più grande sfida degli Stati contemporanei in stato di crisi. Quanto un tempo era scontato ora non lo è più.
Proprio sulla storia del welfare parte un filmato che fa iniziare l'approfondimento dall'antichità, ricordando ad esempio l'honesta missio che veniva concessa di diritto ai soldati romani in congedo, fino al XIX secolo, quando si cominciò a creare un sistema di assistenza per i lavoratori. Al momento, lo stato sociale è messo in crisi da vari elementi. Certamente non si può sottovalutare la riduzione delle risorse causata dalla crisi. L'età media delle persone è aumentata e da qui si esige un cambiamento dell'età pensionabile, affinché vengano ad esserci le risorse per tutti. E' preoccupante inoltre che in Italia si spenda poco per la famiglia, la casa, la disabilità, ed altre spese sociali di questo tipo.
Un problema legato alle possibilità di risoluzione della crisi, è inoltre quello della politica. Come fa notare un ragazzo, infatti, è vero come dice il prof. Prodi che per ridistribuire la ricchezza occorre ricorrere alle tasse, ma è anche vero che un governo che va ad aumentare le tasse rischia di perdere le elezioni. Come fare dunque? Secondo il Professore c'è bisogno di un grande leader, una persona che sia in grado se necessario anche ad andare contro alle volontà della maggioranza della popolazione, facendosi carico naturalmente dei relativi rischi.
La crisi economica mette a rischio anche l'istruzione. Le famiglie più povere del mondo ritirano i figli dalla scuola e questo comporta i rischi che tutti possono immaginare. E poi c'è la questione più strettamente legata all'Italia, che un tempo aveva delle grandi menti scientifiche in grado di fare grandi scoperte. Ora invece l'Italia sembra essere fuori da un sistema educativo di questo tipo. Allo stesso tempo neanche nei settori tradizionali, quale ad esempio quello dell'abbigliamento, si dà spazio all'istruzione. Bisognerebbe invece mettere in atto anche nella nostra Penisola un sistema che segua in tutto e per tutto il modello della Germania, decisamente più funzionale.
La scuola tecnica, ad esempio, è fondamentale e non deve essere sminuita o considerata non di élite, perché servono ora più che mai delle persone che siano in grado di applicare la tecnologia. Non ci si può infatti fermare alla sola teoria, ma occorre andare ad approfondire anche le competenze tecniche, in quanto sono queste che poi possono portare effettivamente della ricchezza.



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