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LA DONNA CHE RITORNA/ Barbara Livi: attenzione agli intrighi famigliari, è lì la soluzione del giallo… (esclusiva)

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Barbara Livi in una scena de La donna che ritorna  Barbara Livi in una scena de La donna che ritorna

Come ho detto prima, preferisco il teatro. L’unica cosa che mi dispiace è che spesso gli attori che fanno tanta televisione in Italia vengono considerati poco idonei a recitare nel cinema. Questo mi dispiace molto, perché mi sembra una consuetudine molto italiana. Mi piace suonare il pianoforte e disegnare, con il tipo di tecnica dell’acrilico e del figurativo. Mentre non amo particolarmente essere dedita alla scrittura.

Le piacerebbe lavorare all’estero?


Per ora sto in Italia e va bene così. Devo dire che non amerei particolarmente andare negli Stati Uniti, perché considero il cinema americano molto commerciale e questo non mi piace: Mi piacerebbe invece lavorare in Francia. Considero anche molto positivamente la cura, l’attenzione, la serietà con cui si fa cinema in questa nazione.

Ci sono dei registi con cui le piacerebbe lavorare?


Uno su tutti è sicuramente Pedro Almodovar. Poi in Italia amo moltissimo Sorrentino, Crialese, Garrone. Ho tanta stima per un regista come Jean Pierre Jeunet, autore di “Il meraviglioso mondo d’Amelie” e Fernand Ozpetek, autore de “Il bagno turco”, due registi straordinari.

(Franco Vittadini)



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