BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNA SEPARAZIONE/ Tra famiglie ed equilibri, un film sul difficile compito di diventare grandi

Pubblicazione:

Una scena del film Una separazione  Una scena del film Una separazione

Come gli iraniani, se si pensa al più ampio contesto nazionale. Mentre, in quello più specifico dei nostri personaggi, come Nader, inchiodato alla sua vita dal genitore malato. O la giovane figlia Tarmeh, che vive i suoi anni di adolescente tra l’incudine e il martello. Da una parte i genitori che litigano per decidere quale sia la strada per un futuro migliore, dimenticando che, forse, il suo bene sarebbe potuto essere non sentirli litigare. E, dall’altra, la responsabilità ingrata che entrambi, a tratti molto più che codardi, le riversano addosso. Quella di scegliere per loro.

Dilaniata dalla continua necessità di mantenersi in un equilibrio precario, danzando tra il desiderio di restare a casa per aiutare il padre nella difficile gestione della vita quotidiana e la necessità di avere una madre - ormai lontana dalle mura domestiche - con cui piangere le proprie lacrime di adolescente. In un Iran che si muove a fatica tra la modernità e la tradizione, è lei il personaggio chiave per interpretare il presente e il futuro. Se la si pensa come donna, un domani, istruita e vitale in uno slancio alla contemporaneità, ma allo stesso tempo fortemente radicata alla sua famiglia, alla sua storia.

Tarmeh diventa, così, la parabola di un Paese che lotta per farsi strada nel tempo, senza tradire i propri ideali religiosi e sociali, ma anelando a una condizione più matura di quella che si sta lasciando alle spalle. Nel tentativo di trovare il giusto compromesso tra il passato e il presente. Oltre a essere la giusta e meravigliosa sintesi tra Simin e Razieh. Due donne tanto diverse nello stesso Paese. Una donna emancipata, sua madre, e una che vive nel timore religioso di cadere nel peccato Nascosta dietro quello spesso paio di occhiali si conquista, con il coraggio di affrontare scelte che le potrebbero cambiare l’esistenza, il rispetto di tutti. Come in quell’ultima scena finale, che schiaccia i genitori in uno sfuocato secondo piano rispetto alla sua capacità di essere ormai padrona, suo malgrado, della propria vita.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.