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REPORT/ Milena Gabanelli mette sotto la lente le agenzie di rating

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Milena Gabanelli, conduttrice di Report  Milena Gabanelli, conduttrice di Report

REPORT: AGENZIE DI RATING SOTTO LA LENTE - Nell'anteprima vengono presentati gli argomenti principali della serata: credito e agenzie di Rating e la presenza del Presidente del Consiglio fra i concessionari dello stato del gioco d'azzardo incentivato con un decreto del 2009 per raccogliere fondi destinati alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Abbruzzo. La prima parte di Report è dedicata alle agenzie di Rating, in particolare Standard's e Poors, Moody's e Fich Rating, considerate le più autorevoli del mondo, quelle che danno il voto alla situazione debitoria degli stati ponendoli in situazioni di stabilità o di crisi. Le stesse che hanno declassato recentemente il debito italiano.
Report analizza questa situazione mettendo in luce la speculazione e la connivenza di queste agenzie con le banche, cosa che di fatto non le rende organismi imparziali. Nel servizio di Michele Buono "Effetto valanga" grazie ad alcune interviste a sociologi economici e a rappresentanti del mondo della finanza scopriamo come funziona questo perverso meccanismo che produce ricchezza per pochi e crea debito per gli stati, debito che ricade sui contribuenti. Gli speculatori di fatto sono come gli scommettitori delle corse sui cavalli, scommettono sul cambiamento di valore dei titoli che di fatto provocano loro stessi.
Infatti vendendo titoli in gran quantità, ne abbassano il valore, così da ricomprarli a prezzi più bassi. La differenza tra il prezzo di vendita e quello a cui li riacquistano rappresenta il loro guadagno. Lo stato che ha emesso quei titoli nel momento in cui li vede deprezzati è costretto a prendere iniziative che gli facciano riacquistare credibilità economica, iniziative a danno dei contribuenti, o in alternativa devono richiedere aiuto alle banche, indebitandosi ulteriormente. I numeri di queste speculazioni sono davvero elevati, basti pensare che corrispondono al 20% in più del Prodotto interno lordo di tutti gli stati del mondo. Le stesse banche ricoprono un doppio ruolo, quello di consigliare gli investimenti agli stati e quello di speculare su i loro titoli.
Questo conflitto di interesse era stato abolito con una legge dopo la crisi del '29, ma la pressione operata dalle banche stesse ha permesso di ripristinare il doppio ruolo giocato dalle banche nell'economia degli stati, come è evidente nel caso della Grecia che ha tentato per anni di celare l'entità delle sue difficoltà all'Unione europea. Basti pensare al fatto che le banche godono di un'assicurazione pubblica che le tutela in caso di capovolgimenti economici, nel momento in cui la banca investe in titoli di valore ci guadagna, nel momento in cui i titoli calano, a perderci sono gli investitori.
Del resto le banche stesse pagano le agenzie di Rating per avere punteggi maggiori dei titoli che trattano così da rendere queste agenzie, i cui criteri di valutazione non sono trasparenti, poco obbiettivi. La seconda parte del servizio ci mostra come nel mondo continui a crescere il numero di persone povere tra quelle che hanno un lavoro. Se prima lavoro e povertà erano incompatibili tra loro ora, come possiamo constatare attraverso le interviste ad alcuni operai, non è più così.
Il processo attraverso il quale si è giunto all'impoverimento dei lavoratori è articolato. Da un lato, quando il mercato ha smesso di crescere, si è proposta l'economia del debito. Attraverso l'indebitamento le famiglie hanno acquistato beni permettendo la crescita del mercato, con la crisi, la diminuzione dei salari e l'impossibilità di restituire il credito i cittadini si impoveriscono, mentre le banche continuano a fare i loro interessi. Come ci dice Milena Gabanelli, mentre noi ci sacrifichiamo per l'economia questa non lo fa per noi, quando si parla di crisi si utilizzano termini come tempesta, bufera, nomi di eventi naturali che danno l'idea di fatti ineluttabili, mentre si parla di eventi decisi da uomini e dunque modificabili. I servizi proseguono presentando alcuni casi di persone duramente colpite dalla crisi negli Stati uniti, dove il crollo dei titoli dei mutui subprime (per altro valutati positivamente dalle agenzie di rating) ha avviato il crack.
Vediamo ad esempio un uomo costretto ad indebitarsi per centomila dollari per un prestito da studente che ora deve privarsi di tutto per restituirlo, e ancora quello della famiglia della signora Ellis che dopo aver pagato il mutuo si è ritrovata a vedersi vendere la casa per mille dollari a causa del fallimento della banca.
Ora attende la decisione della Corte Suprema. Nell'agosto di quest'anno la BCE ha inviato una lettera al Governo italiano per richiedere interventi che ripristinassero la fiducia degli investitori come quello di adeguare i salari alle esigenze delle aziende e di riformare pensioni e pubblico impiego.
Si tratta di una situazione anomala in cui, come afferma Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo, la BCE si inserisce in un vuoto della politica dell'Unione Europea. Sarebbe necessario che avesse più potere il parlamento europeo, organo eletto democraticamente, piuttosto che la BCE. Il servizio prosegue con tre storie, presentate dalla Gabanelli, quella di un americano il cui compito era quello di spingere i paesi poveri a contrarre debiti, quello di un paese povero come il Burkina Faso il cui presidente è stato assassinato e quello di un cantante islandese, promotore di un movimento che ha cambiato la situazione nel suo stato.



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