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GIGI PROIETTI/ Per Il signore della truffa si parla di sequel

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Gigi Proietti ne "Il signore della truffa"  Gigi Proietti ne "Il signore della truffa"

Gigi Proietti stesso si è divertito moltissimo calandosi nel suo personaggio, che definisce teatrale e il risultato è che la miniserie in due puntate sembra destinata a continuare: “Il ruolo di questa fiction mi è piaciuto subito – racconta l’attore nell’intervista a Il Tempo – era già teatrale nella sua realtà di trasformista in bilico tra divertimento e malinconia. E’ andata molto bene e si parla di un eventuale sequel”. Il personaggio truffaldino, ha spiegato però Proietti, non vuole riflettere un’immagine dell’italiano furbetto e imbroglione, ma solo un tipologia di personaggio, che ha una lunga storia nella letteratura e nel teatro, che impara ad arrangiarsi da sé, perché vive una situazione difficile: «Nella comicità il personaggio truffaldino rappresenta in realtà l’arte di arrangiarsi, anche a scapito del prossimo, di chi vive in situazioni difficili», spiega Proietti, che tiene a precisare come l’arte dell’inganno non sia una prerogativa italiana. Lo insegnano i nostri tempi, dove la crisi internazionale ha radici ben lontane dalle nostre: «Per quanto riguarda l’illegalità - aggiunge l’attore – molto l’abbiamo imparato proprio dall’estero».
E, in attesa di rivederlo probabilmente ancora come “signore della truffa”, Proietti non nasconde il suo sogno nel cassetto: «Girare un film stando dietro la macchina da presa. Va bene anche una fiction. Lo dico sempre, ma ancora non ci sono riuscito, comunque ho qualche progetto di regia da tirare fuori».



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