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MICHELE SANTORO/ Serviziopubblico.it è online. Raccoglierà fondi per Comizi d’amore

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Serviziopubblico.it è online. Si tratta del sito della società messa in piedi da Michele Santoro per racimolare i finanziamenti necessari alla messa in onda di tutte le puntate di Comizi d’amore, la sua nuova trasmissione. Che sbarcherà giovedì 3 novembre su TeleCapri. E, se nel frattempo sarà riuscito a siglare una serie di accordi, ovunque sarà possibile. Obiettivo del giornalista è infatti quello di prescindere dalla tv nazionale, pur andando in onda a livello nazionale. Come? Semplice: andando in onda contemporaneamente sul maggior numero di emittenti locali possibile. Oltre che su internet, grazie al sito de Il Fatto quotidiano che ha già investito nella società 350mila euro. Al momento, tuttavia, sarà possibile trasmettere solamente 8 puntate del programma, contro le 25 inizialmente previste. Dal sito internet Santoro dà il benvenuto ai suoi fan, spiegando che quello sarà il luogo virtuale ove saranno date tutte le notizie relative al suo programma. Santoro, poi, concede ai suoi ammiratori una promessa: terrà accese le telecamere sino a quando il conflitto di interessi nel paese non si sarà completamente esaurito. Per fare questo spiega come sia necessario il sostegno dei telespettatori stessi. Per modificare radicalmente, nella sostanza, gli assetti televisivi e dell’informazione italiana. Poi, la richiesta di soldi. Dieci euro a ciascuno, e la preghiera di diffondere tra amici, parenti e conoscenti la domanda di finanziamento. «Inviatemi 10 euro - dice Santoro - e conservate la ricevuta perché poi vedrete che sarà importante. I vostri 10 euro serviranno a costruire un pezzettino di televisione senza padroni economici e senza padrini politici. I vostri 10 euro saranno un mattone di una casa dove ci sarà un unico padrone ovvero il pubblico, ovvero voi». Infine, l’immancabile stoccata a Berlusconi. Santoro ricorda che il premier ama definirsi un vincente. Tuttavia, sottolinea che «con noi ha sempre perso». Secondo il ragionamento del conduttore, il presidente del Consiglio si è sempre trovato costretto, nei suoi confronti, a dover ricorrere all’uso della forza, al potere politico e a stratagemmi.



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