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L'INFEDELE/ Gad Lerner tra spread e Big Bang descrive i mali della politica

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La puntata torna sonnacchiosa, poi l’intervista politica di Lerner a Cacciari, che torna a chiedere un governassimo, un governo di ampia maggioranza, del presidente, “un Monti, non un Montezemolo. E poi se Berlusconi non se ne va è un disastro”. E ancora “io sarei interessato che nel PD sorgessero delle forze realistiche, non demagoghi o demagoghini” e Lerner lo sfida a fare i nomi e subito sposta il tema su Renzi e sulla Leopolda. E Cacciari “Renzi è il simbolo di un effettivo malessere, il PD è un partito non nato. Renzi esprime una tendenza che spero possa anche emergere, anche se il suo stile è diverso e lontano dal mio. Le sue tendenze populistiche però mi lasciano perplesso”. Poi chiede: “veri congressi! Non le primarie, non servono per formare una classe dirigente”. E poi Cacciari dichiara lapidario “io oggi con le primarie voterei Chiamparino”. E la Bindi, stizzita, senza accorgersi di avere il microfono mezzo acceso si lascia sfuggire un “… e adesso abbiamo un altro candidato…”. Alla fine un lavoratore precario dà la soluzione al problema della crisi: “dobbiamo incazzarci tutti…” e l’indignata sfodera il tema delle spese militari, con annessa ovazione del pubblico. Rosy Bindi condivide, in parte e suggerisce di “dare regole a tutti, perché in questo Paese è saltato tutto”. Infine Lerner lancia il metodo “sinistra-centro” che ha vinto a Milano e Napoli e di non ripetere l’errore 

L’immagine che esce dalla puntata è quella di una platea di sicuro variegata, anche se quasi tutta nel campo del centro-sinistra a dir la verità. Il conduttore Gad Lerner ha provato a dare una scia agli interventi ma si è passati da un tema all’altro (la crisi, il PD, Renzi, la politica, ecc…) con troppa frenesia e poco ordine. Chi guarda è spaesato (a volte addirittura annoiato forse) e anche quando si è provato ad entrare un po’ più nel merito delle questioni (lodevole tentativo!) spesso rischia di cadere in un esercizio retorico fine a se stesso, lontano dalla realtà effettiva delle cose. E il tempo sullo schermo scorre via senza brio.

 

(Remo Grigioni)

 



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