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SFOOTING / N.S.P.Q.R., ovvero Non Sanno Perdere Questi Romani!

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Il Colosseo  Il Colosseo

Ma chi portò ai fasti maggiori il calcio degli antichi Romani è stato un condottiero chiamato Julio Cesar, famoso per il suo motto “Veni, vidi, Wc”, che contribuì alla nascita dei primi esami anti-doping. Le squadre di Julio Cesar giocavano molto coorte. in attacco poteva schierare un centravanti di classe sopraffina ma di cui nessuno conosceva l’esatta identità: Milìto Ignoto. E se a centrocampo Julio Cesar poteva contare sui ligionari(il nome deriva dal fatto che erano molto ligi alle sue direttive tattiche), nella fase difensiva spiccavano icinturiones: erano chiamati così perché molto abili nel cinturare a metà campo gli avversari con una presa da lotta greco-romana ad altezza del basso ventre, il cosiddetto paenae, o fallo semplice.
Ma i cinturiones, pur di non far segnare gli avversari, non esitavano a fare ricorso anche all’horribilis paenae (fallaccio) o addirittura al frustrationis paenae (fallo di frustrazione). E con loro i Romani collezionarono vittorie e trofei in tutte le terre allora conosciute, dalla Gallia alla Britannia, dalla Tracia alla Pannonia. Tanto che le loro insegne divennero famose e temute ovunque: N.S.P.Q.R. (Non Sanno Perdere Questi Romani!).

Ma torniamo ad analizzare i reperti di straordinaria importanza storica. Incisi su alcune colonne di marmo sono stati rinvenuti alcuni numeri: IV-IV-II oppure IV-III-I-II o ancora IV-III-III. Si pensa che fossero i rudimentali schemi tattici con cui i Romani schieravano la loro squadra in campo. Su alcuni vasi celebrativi, chiamati Campionorum Liga, sono state trovate dipinte alcune significative parole di chiaro sapore calcistico. La più diffusa è GOAL, che gli esperti di Rai Carosio - canale dedicato ai documentari sulla storia del calcio – hanno tradotto con Gaudium Orgasmus Atque Libido, che era l’urlo di gioia sfrenata del cinturione quando insaccava la palla nella rete avversaria.
In un sotterraneo nei pressi delle Terme di Carapalla invece sono state rinvenute le parole TACKLE (Tibi Asporto Cavigliam Kalzettones Legamentum Etcetera), espressione che sta a indicare un intervento di gioco particolarmente ruvido e cattivo, e OLA (Ondula Laetitiae Astantorum), che era la classica manifestazione di entusiasmo con cui al Colosseo il pubblico romano dimostrava il suo apprezzamento per la condotta di gioco dei propri beniamini. 

Ma non è tutto. Alcune lapidi presenti nell’anfiteatro XC° Clessidrae (che si può tradurre all’incirca con “Novantesimo minuto”), ubicato tra la Domus Trigoria e l’Arco di Formellus, ci hanno tramandato ulteriori  e significative informazioni. Sappiamo così che l’arbitro (allora chiamato Mediator cornutus) era già oggetto di fischi e di critiche, divisi equamente insieme al guardalinee (Orbus prezzolatus). Oppure possiamo ricostruire le vittorie di un grande allenatore dell’epoca, un certo Parvulae Claviculae (oggi diremmo Spalletti). 



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