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VOYAGER/ Frankenstein, Marco Polo e i Giganti: ecco i misteri di Roberto Giacobbo

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Roberto Giacobbo  Roberto Giacobbo

VOYAGER: PUNTATA DEL 31 OTTOBRE - Nella serata a Voyager si indaga sui giganti della terra, si studia l'enigma di Frankestein di Mary Shelley, e si fa il punto su 3 misteriose battaglie della storia antica. 

UOMINI: GIGANTI PRIMA DI NOI? 
In studio il conduttore presenta il primo caso: un gruppo di geologi ha rinvenuto in una foresta Africana un gruppo di creature umanoidi alte più di due metri e mezzo. Nel 2009 è stata pubblicata la scoperta di alcuni studiosi dell'università del New Jersey: alcune asce cosi grandi da essere attribuite a persone di statura molto superiore a quella umana. Alcuni reperti, rinvenuti in diversi luoghi del mondo, sembrano avvalorare questa possibilità. 
Nel Texas è stato rinvenuto un dito appartenente a un essere umano datato probabilmente 265 milioni di anni fa; in Ecuador, un sacerdote rinviene i resti di ossa che , ricostruite, appartengono a un misterioso essere umano gigante. In Egitto invece, in un Serapeo, sono presenti dei sarcofagi di dimensioni imponenti: sei metri di lunghezza: secondo la teoria classica essi sono serviti per far riposare dei buoi,Ma una teoria alternativa li vede progettati come tombe di giganti. A machu picchu poi, esistono delle costruzioni cosi grandi da poter essere state realizzate solo da uomini tecnologicamente avanzati o molto grandi e con un'immensa forza. 
Nell isola di Pasqua, alcune porte sono realizzate con massi lavorati che sono i più grandi del pianeta. A prova della verosimiglianza dell'ipotesi sui giganti, le scale di queste costruzioni sono incredibilmente alte, e le mura sono cosi alte e somiglianti a quelle di altre costruzioni, da far pensare ancora più fortemente che possa esserci un fondo di verità. 
Un reperto davvero interessante poi, fa ipotizzare l'esistenza di un'antica civiltà tecnologicamente avanzata fatta di giganti: il ritrovamento di alcune tombe in cui c'erano resti di esseri umani altri 4 metri. 
Anche l'Italia, con la Calabria, presenta resti della prima Stonhenge Italiana: la città del sole. Inoltre, proprio in Calabria sono stati trovati resti di tibie e altre ossa umane incredibilmente lunghe. 
Le mura ciclopiche di Alatri sono un'altra dimostrazione di un'opera umanamente difficile da realizzare. Lo stesso Stonhenge in Inghilterra, raccontato anche nella storia di Merlino e re Artù, si dice sia stato opera di giganti. 

UN FOLLE ISPIRO' FRANKESTEIN? 

Il romanzo Frankestein, secondo recenti scoperte, potrebbe non essere del tutto opera di fantasia. 20 anni prima che Mary Shelley scrivesse il romanzo, uno scienziato Italiano del diciannovesimo secolo, faceva infatti esperimenti sui corpi di condannati a morte, nel tentativo di riportarli in vita. Con pile primitive egli induceva movimenti spasmodici negli esseri viventi, animali ed esseri umani. Nel gennaio del 1802, Aldini effettuò un esperimento pubblico su un criminale deceduto. Le cronache raccontano le contrazioni del viso nel cadavere, una volta applicata elettricità alle tempie. Per continuare i suoi esperimenti, però, egli aveva bisogno di cadaveri integri, non decapitati. L'Inghilterra, per questo scopo, era il suo terreno più fertile, in quanto i condannati a morte venivano impiccati. Mediante l'appoggio della Royal Human society, egli riesce ad ottenere la possibilità di sperimentare su George Forster, un condannato a morte per l'uccisione di sua moglie e sua figlia. Condizionando il verdetto, Aldini riuscì a rendere colpevole Forster grazie alle amicizie nell'alta società in suo possesso. Ottenuto il suo cadavere direttamente dal patibolo però, egli non riesce nei suo intento di riportarlo in vita. Tornato in Italia, egli non tenterà mai più esperimenti del genere. Peraltro, il signor Forster, fu probabilmente condannato a morte ingiustamente. 



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