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SERVIZIO PUBBLICO/ Che farà Santoro quando cadrà la "Seconda Repubblica"?

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Michele Santoro (Foto Imagoeconomica)  Michele Santoro (Foto Imagoeconomica)

L'ultima chicca, prima della predica finale, fatta di vignette, del “padre indignado” Vauro, è stata l'intervista a una ragazza che aveva partecipato a una festa ad Arcore e se ne era andata indignata per quello che aveva visto e, naturalmente, non aveva capito, anche se le assicuravano 5mila euro tondi alla settimana. Insomma, una ragazza molto “acuta”, con una perspicacia e una capacità critica da raccomandare per nuovi percorsi educativi. Ci rendiamo conto che una simile descrizione della trasmissione è sicuramente parziale e soprattutto legata al “vecchio” sistema di informare. Oggi, ragazzi, c'è la comunicazione globale e Santoro è un principe di questa comunicazione televisiva, che si vuole di più ? Può darsi.
E poi, ragazzi, occhio al merketing e alla pubblicità ! Il fatto è che, a una parte del pubblico, potrebbe anche apparire noioso sentire per un ventennio quasi le stesse cose, precedute da una dichiarazione impegnativa del conduttore: “Dobbiamo fare una rivoluzione civile”. Insomma, roba da ridere, dato i tempi che corrono. Non sappiamo esattamente quale sia stato lo share complessivo di Santoro. I murdocchiani di Sky hanno sparato un 12 percento, ma non sappiamo se era riferito solo al loro canale, oppure al canale Sky insieme a quelli delle televisioni locali e a Facebook. Ce lo diranno nei prossimi giorni e, giustamente, si dirà che è un altro colpo al cuore di una Rai che fa acqua da tutte le parti in quanto ad ascolti.
E' vero, Santoro fa ascolti e poi lascia spazio anche a chi la pensa diversamente. E' capitato che una giovane ragazza mora, una vera “indignada”, se l'è presa con Della Valle, accomunando tutta la classe dirigente italiana, imprenditori compresi, nel “mazzo” dei protagonisti del disastro italiano. Ma tutto appare generico, un programma di intrattenimento più che di reale informazione, comprese le solite intercettazioni, alcune interpretate da attori, altre riprese, altre ripetute. Può darsi che Santoro vinca ancora la sua battaglia contro la Rai. Il nuovo programma si chiama polemicamente “Servizio pubblico”, ma è sempre la stessa cosa. E la sensazione è che questo tipo di trasmissioni segua solo i tempi di una stagione sociale e politica. Chissà se quando cadrà questa sedicente “seconda repubblica”, non andranno in tilt anche le trasmissioni targate Santoro?



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COMMENTI
10/11/2011 - Servizio Pubblico di Michele Santoro (Darco Giovanna)

Credo che continui a fare il suo mestiere. E lo fa molto bene. Le sue trasmissioni sono sempre state critiche e criticate! Del resto con le dimissioni di Berlusconi non sono mica finiti i problemi legati ad una classe politica pessima e corrotta!