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PIAZZAPULITA/ La caduta di Berlusconi, Di Pietro, Gomez e Nicola Rossi tra gli ospiti

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Formigli, conduttore di Piazzapulita  Formigli, conduttore di Piazzapulita

Piazzapulita, La7 - Puntata del 10 Novembre 2011 - L'intera puntata di oggi di Piazzapulita è dedicata al futuro dell'Italia dopo le dimissioni di Berlusconi. Ospiti in studio questa sera sono: il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, gli economisti Nicola Rossi ed Emiliano Brancaccio, Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, Peter Gomez direttore de ilfattoquotidiano.it e Massimo Corsaro. 
Un filmato di Alessandro Sortino, a inizio trasmissione, parla chiaro: la politica Italiana è stata risucchiata nel baratro negli ultimi 2 giorni. Si parla di Verdini e del suo tentativo di comprare voti, si mostrano le immagini della "capitolazione" di Berlusconi. 
Il conduttore è in collegamento con Milano: parla Gianluca Verzelli. Il banchiere dichiara che il tempo rimasto allo stato è davvero poco. Inoltre, spiega che all'estero c'è bisogno di maggiore chiarezza: bisogna far conoscere la nostra politica. L'atteggiamento della BCE, spiegherà Verzelli, è oltremodo severo proprio per questo motivo. 
Di Pietro dichiara che non voterebbe un governo Mario Monti. L'Italia dei valori, come dice di Pietro, non intende avere un altro governo di leggi "ad personam". 
In studio Massimo Corsaro, del popolo delle libertà, spiega: "le dimissioni sono irrevocabili". Si vede d'accordo con il governo Monti, che verrà probabilmente appoggiato. Ma la presidenza del Pdl si esprimerà solo sabato. 
Peter Gomez parla di interessi azionistici: Mediaset ha avuto infatti ripercussioni disastrose. Definisce Berlusconi un uomo con molti interessi e pochi ideali, tuttavia appoggerebbe Monti piuttosto che andare alle elezioni. 
Pierluigi Battista spiega: "il vero dramma è il default". Poi, sull'intromissione di Barack Obama nella politica interna, non si vede troppo stupito. 
Gianluca Verzelli lascia quindi il collegamento per fare spazio a Emilio Fede. Al giornalista viene mostrato un filmato: un broker spiega le ripercussioni negative dell'immagine Europea dell'Italia. 
Matteo Salvini della Lega Nord spiega che il governo tecnico non risolverebbe nulla nel breve termine, motivo per cui non voterebbe Monti.



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