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SPECIALE BALLARO’/ Le dimissioni di Berlusconi e Tony Blair con uno sguardo al governo Monti

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Crosetto interviene affermando che il governo lascia il Paese in condizioni di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Segue una piccola discussione, poi vengono mostrati i titoli dei giornali esteri che per lo più ritengono l'euro l'artefice della caduta di Berlusconi. L'economista Marco Simoni spiega come non siano stati questi ultimi tre anni di crisi a far aggravare la situazione economica del Paese, ma quindici anni di mancata crescita. La Di Gregorio sottolinea che in questi quindici anni ha governato quasi sempre la stessa persona. Il conduttore mostra quali sono i punti della legge di stabilità, Simoni controbatte che si continuano a fare gli stessi errori, si tratta di una lista della spesa, non di un programma organico. Quello che lo fa ben sperare è l'affermazione di Monti di voler prima di tutto eliminare i privilegi. Per la Camusso la legge di stabilità, il voler applicare pedissequamente le indicazioni contenute nella lettera della Bce significherà continuare a portare disuguaglianza: bisogna far pagare chi non ha mai pagato e sfruttare le risorse così ottenute per la crescita.

Ospite di eccezione di questa puntata speciale Tony Blair, ex Primo Ministro inglese, in Italia per promuovere l'impegno della sua fondazione. Blair sottolinea più volte che si tratta di un periodo in cui è particolarmente difficile per tutti governare. Il cambiamento non è una necessità dell'Italia, ma di tutta l'Europa, Gran Bretagna inclusa. Non è la crisi finanziaria a creare il bisogno di cambiamento, lo mette solo in luce. Alla domanda se conosce Monti risponde che lo conosce e sa che ha capacità eccezionali riconosciute da tutti. Non c'è un commissariamento della politica, né c'è la necessità di scoprire cosa fare, il problema è farlo. Nella sua esperienza infatti ha potuto constatare che nel momento dell'azione si creano opposizioni che la rallentano. È il momento di superare l'idea del ventesimo secolo di una netta divisione tra destra e sinistra. Dopo l'intervento di Blair, Floris annuncia che Letta ha fatto un passo indietro non volendo costituire un ostacolo. Mieli a questo annuncio afferma che esso coincide con quello della formazione del governo Monti. Contestualmente afferma che Monti non deve rappresentare l'alibi per il disimpegno della politica.

La trasmissione prosegue con vari alterchi più o meno composti tra la Di Gregorio e Pini e tra la Bindi e Crosetto. Nando Pagnoncelli, presidente dell'Ipsos, mostra i risultati del sondaggio dai quali traspare l'appoggio della maggior parte degli intervistati al governo tecnico, la necessità di tassare i patrimoni e la necessità di toccare le pensioni solo a condizione di creare crescita e occupazione per i più giovani.

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