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SFOOTING/ Dimmi come vuoi votare e ti dirò (politicamente) chi sei

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Foto Ansa  Foto Ansa

Sudtiroler Volkspartei. La delegazione della Svp è stata categorica: “A Svp piace sistema di foto anticipato: si fissa eine data per elezioni, poi a improvviso solo in tutto Sud Tirolo si aprono le urne kvalke giorno prima, affisando via ezze-emme-ezze amici, konoscenti e simpatizzanti. Una volta raggiunto il kvorum rikiesto, si kiudono le urne. E per tutti altri elettori, da Falle d’Aosta a Kalabria? Una bella gita su Dolomiti, a visitare krante tradizione di demokrazia! Spatzli, wurstel e bira kratis per tutti!”. Diliberto preoccupato: “Questi rischiano di diventare maggioranza assoluta in Alto Adige”.

 

Italia dei Valori. All’inizio del colloquio con il Presidente della Repubblica, il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi, a nome del partito, ha proposto di andare alle urne con il cosiddetto sistema penitenziario: prima tutti in galera, poi quei pochi che restano fuori potranno pensare alle libere elezioni. Di fronte alle perplessità di Napolitano sull’efficacia e sulla praticabilità della proposta, è intervenuto Antonio Di Pietro, che ha offerto al Capo dello Stato la possibilità di scegliere tra altri due sistemi elettorali. Il primo è un ritorno al “Mattarellum”, però rivisitato: il sistema prevede che chi non vota per la sinistra le prende con il mattarello dallo stesso Di Pietro e dai suoi simpatici simpatizzanti di partito. In alternativa, il leader dell’Idv ha proposto il sistema uninominale alla francese (ribattezzato “à la Robespierre”): tutti i candidati che ottengono un certo quoziente di voti vengono ghigliottinati dopo un interrogatorio di 24 ore filate. L’ultimo che resta vince. Diliberto dubbioso: “È un sistema così complicato che anche la maggioranza rischia di perderci la testa”.

 

Udc e Terzo polo. Arrivato il suo turno, Pierferdinando Casini ha lanciato l’idea di un innovativo e inedito sistema denominato “C’entro dentro”: in pratica si richiamano all’ovile dai quattro angoli della politica italiana i vecchi democristiani biancofiore doc, così da ritornare il partito guida nel Paese. Fini e Rutelli non hanno potuto prendere la parola, perché subito Diliberto ha commentato con tristezza: “Così non siamo già più maggioranza nel Paese. Ora e sempre resistenza!”.

 

Lega Nord. A sorpresa il partito di Umberto Bossi si è presentato diviso. Il ministro Calderoli ha caldeggiato il sistema proporzionale corretto: è quello che prevede che manifesti elettorali e schede non possano assolutamente contenere il benché minimo errore. Il sistema è veramente federalista: infatti nella regione autonoma del Friuli Venezia Giulia si adotta la variante del sistema proporzionale “corretto grappa”, in Lombardia “corretto Braulio”, in Piemonte “corretto genepì” e così via. Il ministro Maroni, al contrario, in tono del tutto disinteressato, ha rilanciato con la proposta di utilizzare il sistema Due Maroni: si vota in pratica per Maroni presidente della Repubblica e per Maroni premier. Diliberto apodittico: “Così Maroni si prende la maggioranza delle alte cariche del Paese!”.

 

Partito Democratico. Pierluigi Bersani, accompagnato da migliaia di esponenti e simpatizzanti del partito che hanno dato vita a un variopinto corteo partito dalla Stazione Termini e lì terminato, ha chiesto che si votasse con il sistema uninominale non secco, ma metodo brut, inventato apposta dal Pd per far vincere la sua candidata, Rosy Bindi. Diliberto entusiasta: “Appoggio la candidatura, così la maggioranza dell’Italia moderata emigrerà in Svizzera e noi potremo governare senza opposizione, come è avvenuto nelle grandi e mai abbastanza rimpiante democrazie dell’Est Europa prima della caduta del Muro”.



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