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IN MEZZ'ORA/ La Crisi: i ministri del Governo Monti sotto la lente di Lucia Annunziata

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Lucia Annunziata, conduttrice di In Mezz'Ora (Foto: ANSA)  Lucia Annunziata, conduttrice di In Mezz'Ora (Foto: ANSA)

Si dice che in questo governo ci sarebbero dei conflitti di interesse, come quello di Passera nei trasporti. Calderoli si augura che così non sia, ma è evidente che i dati sono oggettivi e non si possono negare. Fa discutere che questo governo di tecnici ha dentro una filiera molto precisa non solo di cattolici, ma della Riunione di Todi, riunione di grandi nomi cattolici, con Passera, Ornaghi e Riccardi. Questo, dice Calderoli, non può che confermare che questo governo vede coinvolti anche gli editori delle testate giornalistiche maggiori che fanno opinione e che hanno interessi specifici. La Annunziata ricorda la celebrazione della nascita della DC, con il taglio del nastro da parte di Forlani e De Mita. casini però ha coniugato questo in termini politici ed ha detto che questa è la fine della diaspora della DC. 
Calderoli dice che spera che non si ritorni al passato perché i partiti nazionali non si rendono conto che con un governo del genere saranno proprio PDL e PD ad essere messi in discussione. Berlusconi intanto ha detto che bisognerà valutare in base ai fatti. La Lega invece si è collocata all'opposizione sulla base della composizione scelta per il governo. Occorre ora che qualcuno prospetti le cose come avvengono nella realtà e non come se fosse tutto bello. Adesso Calderoli sta preparando il Parlamento della Padania e ci sarà tanto lavoro da fare, dice. Per rimanere in Padania, la Annunziata ha chiamato un Bocconiano, Tito Boeri, e gli chiede se ha ascoltato le parole del senatore Calderoli e da Bocconiano nordico quale è lui, gli chiede quale sia il punto di vista su questo governo. 
Boeri ha una visione completamente opposta, perché dice che Passera si è dimesso da Banca Intesa e quindi i conflitti di interesse non ci sono al momento. Al ministro Calderoli però dice che non ha diritto a parlare perché i conflitti di interesse c'erano invece nel loro governo e non in questo. Il paradosso è che l'uomo Berlusconi che è sempre stato attento al business e alla politica, alla fine sembra aver scelto il business perché ha capito che non poteva più gestire l'economia italiana. Dunque è prevalso l'interesse sulla politica? Questa è la domanda della Annunziata. Boeri dice che si è trattato di un mondo eccellente per Berlusconi di perseguire i suoi interessi. Tra l'altro, egli ribadisce, nel nord la Lega è penetrata nelle banche ed ha cercato di mettere in piedi un sistema di potere con le banche locali. 



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