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PIAZZAPULITA/ Ce la farà il nuovo governo a rimettere in sesto l'Italia?

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Formigli, conduttore di Piazzapulita  Formigli, conduttore di Piazzapulita

Franco Bechis di Libero, presente in studio, parla di programma che ricalca quello di Brunetta. Quindi, niente di cosi lontano rispetto al precedente governo. In merito economico, si vede pienamente d'accordo sul rischio rappresentato da un "governo di banchieri" in uno stato rovinato in parte dalle banche. 
Massimo Giannini, giornalista della Repubblica, si pronuncia sul tema del "golpe": "nessun complotto, solo una maggioranza saltata". L'economia di Monti, come spiegherà Giannini, è di stampo ovviamente Tedesco. Se si dovesse però rapportarlo alla politica Italiana, egli ritiene il programma del neoeletto presidente moderato, ma assolutamente non di ispirazione Comunista. 
Giorgio Cremaschi, pur se acerrimo nemico del governo Berlusconi, si riallaccia a Rusconi: "abbiamo dovuto delegare la democrazia all'UE". E' un accanito sostenitore del "complottismo" Merkel-Sarkozy. 
Lo sconto Cremaschi-Formigoni è inevitabile: tuttavia, inedite le posizioni, visto che quest'ultimo difende il neopresidente del consiglio accusato da Cremaschi di essere gestito dalla BCE. 
In un video di Luca Rosini, un contributo di Sgarbi che fornisce un'idea singolare sulla strategia Berlusconiana: "Mario Monti è il front-man che può compiere tutti i tagli che l'ex premier non poteva più fare... quando bisogna fare il lavoro sporco, meglio lasciarlo agli altri". Nessuno dei presenti in studio ritiene veritiera questa tesi, ritenuta "politica spicciola e insulsa". 
In studio, c'è anche tempo per i sondaggi: dai dati statistici, gran parte degli elettori(anche quelli di matrice leghista) legittimano questo governo, a patto che si occupi non solo delle richieste dell'UE. Unica eccezione su quest'ultimo punto la fa il PDL. 
L'ultima parte del programma è introdotta dalla "casta diva" Ambra Angiolini, che rimarca un concetto: "Vorrei che i patti fossero chiari... noi votiamo tutto, ma non ci togliete le nostre spesucce, la nostra precarietà, i costi dei trasporti... e che, i prezzi dei ristoranti degli onorevoli, restino sempre gli stessi". Provocazione voluta e sagace per il nuovo premier. 



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