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SERVIZIO PUBBLICO/ Santoro si interroga: dopo Berlusconi è già democrazia?

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Michele Santoro, conduttore di Servizio Pubblico  Michele Santoro, conduttore di Servizio Pubblico

Dopo che viene esposto il caso dell'Unicredit che per aiutare il gruppo Ligresti ha subito una notevole perdita economica che sarà pagata dai lavoratori con oltre 5000 licenziamenti, Santoro si domanda se questo governo in cui ci sono i rappresentanti degli interessi economici dei poteri forti potrà davvero fare qualcosa. 
Di Pietro coglie l'occasione per ribadire la necessità di andare alle elezioni il prima possibile e dopo aver cambiato la legge elettorale. La posizione di Di Pietro è di chiara diffidenza verso questo governo tecnico, al quale però dichiara che non farà mancare la fiducia, salvo su quei provvedimenti che non condivide affatto come l'Ici sulla prima casa. La posizione di Tosi è per alcuni aspetti simile, no a votare la fiducia in bianco, senza conoscere i progetti del governo, ma appoggio a proposte condivisibili dalla Lega. La trasmissione procede senza grosse sorprese fino alla fine quando viene presentata la ricostruzione di un'intervista ad Antonino Mandalà, condannato per associazione mafiosa e padre di un mafioso condannato all'ergastolo. Il Mandalà ricorda i suoi rapporti di amicizia con Schifani e La Loggia e di come questi lo abbiano abbandonato dopo l'arresto del figlio.



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