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COWBOYS & ALIENS/ Un "simpatico" calderone dove il western incontra la fantascienza

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Una scena del film Cowboys & Aliens  Una scena del film Cowboys & Aliens

Riportati in auge lo scorso anno dai fratelli Coen de Il Grinta, i cowboy incontrano per la prima volta gli alieni, tornati alla ribalta con Super 8 di JJ Abrams. Per quanto sulla carta sia un’operazione strampalata, una di quelle di fronte alle quali può sorgere la domanda “se ne sentiva il bisogno?”, Cowboys & Aliens fa comunque simpatia. A ispirare simpatia è in primo luogo il regista Jon Favreau, sia per il suo faccione bonario che, da attore, si incontra in quasi tutte le commedie con Vince Vaughn, sia, soprattutto, per aver fatto rinascere Robert Downey Jr. dirigendolo in Iron Man, uno dei migliori film sui supereroi della Marvel. Questa fusione tra western e sci-fi non è sempre riuscita e ha lasciato un po’ freddine le platee mondiali, ma offre due ore di intrattenimento sfrenato e poco pretenzioso, ha dalla sua ottimi attori e dimostra che anche senza 3D si possono realizzare prodotti visivamente notevoli.

Naturalmente se cercate un film che abbia qualcosa da dire è opportuno indirizzarvi altrove, qui non ci sono sfumature e non c’è profondità, il confronto con il diverso in questo caso non è alla base di alcun percorso di crescita: gli alieni sono esseri malvagi che vogliono defraudare il nostro pianeta delle sue ricchezze e vanno eliminati. Se poi siete fedelissimi al mito di John Wayne, vi si potrebbero rizzare i capelli alla visione di pistoleri a cavallo che inseguono pupazzoni verdastri venuti da un’altra galassia. Se invece si mettono da parte razionalità e preconcetti e si è pronti a distruggere e ricostruire il proprio immaginario, questo calderone può risultare gustoso.

La partenza, da western tradizionale, è in quarta, con ottime ambientazioni e uno stuolo di attori in piena forma: Daniel Craig, il misterioso protagonista risvegliatosi nel deserto senza memoria, Paul Dano, sconsiderato figlio del potente del luogo, un Harrison Ford in versione Indiana Jones ma più cattivo, il sempre bravo Sam Rockwell e Olivia Wilde, il cui fascino magnetico è un valore aggiunto non da poco.

La prima parte si regge su una sceneggiatura senza incertezze, capace di tenere lo spettatore in tensione, fino all’apice della comparsa delle astronavi aliene, che mettono a ferro e fuoco il villaggio di Absolution, rapendo alcuni dei suoi abitanti.



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