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SFOOTING / Il lavoro del futuro? I banchieri, tra strani investimenti e sollevamento pesos

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Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

I figli dei banchieri sono facilmente riconoscibili. Infatti, portano i nomi di Marco, Franco, Dollaro, Yen, Scellino e Fiorino. Anche le figlie sono facilmente riconoscibili perché si chiamano Sterlina, Peseta o Zecca (sono le bambine più fastidiose). Le figlie dei banchieri si feriscono spesso, infatti sono piene di tagli, da 5, da 10, da 50, addirittura da 500).

I più facilmente identificabili sono però i gemelli, che prendono il nome di Spiccioli.

Di solito gli Spiccioli vengono lasciati in una particolare scuola materna che prende il nome di Casa Depositi e Prestiti.

Scopo del banchiere è fare soldi, tanti soldi. E’ una professione che procura stati di ansia e di stress tali che spesso i banchieri soffrono di veri e propri bancamenti di cuore. Anzi, la casistica dice che molti banchieri, non riuscendo a fare soldi, addirittura impazziscano: nel qual caso, non vengono licenziati, ma sistemati in case di cura particolari, dove però non smettono di lavorare: i cosiddetti Bancomat.

Per allentare la tensione, che si taglia come la rendita di un fondo d’investimento, i banchieri praticano molti sport: il tiro assegno, infuocate partite a rubamazzetto con le carte di credito, il sollevamento pesos, il pugilato (dove si danno e si prendono tanti BoT).

Quando un banchiere sciopera come tutti scende in piazza, ma non in una qualsiasi, la sua preferita è Piazza Affari. Dove continua a lavorare e fare affari, appunto, anche quando sciopera.

Ma quali sono i requisiti richiesti al buon svolgimento della professione di banchiere?

Primo: tenere sempre le dita in bocca fin da piccoli per abituarsi a inumidire i polpastrelli così da contare con precisione i soldi.

Secondo: possedere tante divise, nel senso di tanti tipi di monete.

Terzo: usare solo bancheria intima.

Quarto: ascoltare musica di valore, musica che conta: allora cosa c’è di meglio del suono dei contanti?

Quinto: non essere mai costretti a banca-menarsi, cioè a menarsi in banca.

Sesto: fare economia, non nel senso del corso di laurea, ma nel senso di saper risparmiare, almeno sui soldi propri. Su quelli degli altri, vedi il punto 7.

Settimo: last but not least, rubare (è quasi un comandamento…).

Un fitto e tremendo mistero avvolge la vita dei banchieri: ma a loro, chi glieli cambia i soldi degli assegni?



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