BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IMMORTALS/ Una favola dell’Olimpo dove la forma distrugge ogni bellezza

Pubblicazione:

Una scena del film Immortals (Foto Ansa)  Una scena del film Immortals (Foto Ansa)

La forza del film, però, la cura e il gusto della forma, ne rappresentano anche il principale limite: e non perché si crede che il contenuto debba vincere, tutt’altro, proprio perché l’operazione formale e artistica di Tarsem pare poco interessante: il film è brutalità in immagini patinate e bellissime (l’apparizione degli oracoli), arte contemporanea con dentro un’idea mitologica, gioco di immagini auliche che però strizza l’occhio ai supereroi (gli X-Men per la precisione, tanto che alla prima apparizione Atena sembra la camaleontica Mystica). Mancano le emozioni, anche quelle contemplative dei tableaux vivants, e tolta la lotta tra dei e titani, anche lo spettacolo.

La sceneggiatura procede a tentoni, ma sarebbe un male minore oltre che irrilevante per prodotti di questo tipo, quello che più conta è che Tarsem, al contrario che nei due film precedenti, si disinteressa dell’opera film e si limita a riempirla di immagini, composizioni, rimandi, personali creazioni senza un vero sfondo, né un’utilità, trasformando il culto della forma in un mero contenitore di forme, tradendo lo spirito artistico nel fare del film una galleria d’arte del proprio ego. Della quale, tanto Hanry Cavill, quanto Freida Pinto e Mickey Rourke, possono al limite fare da custodi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.