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MAGA MARTINA 2 - VIAGGIO IN INDIA/ Ambizione e potere in una favoletta che "dimentica" i bambini

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Una scena del film Maga Martina 2 - Viaggio in India  Una scena del film Maga Martina 2 - Viaggio in India

Le avventure della protagonista non sono credibili, manca la caratteristica fondamentale che ha determinato il successo di Harry Potter: il realismo delle azioni, delle reazioni e dei sentimenti dei personaggi, fondamentale nel genere fantastico dove l’impossibile deve diventare verosimile. Qui troviamo i palazzi sfarzosi, i sotterranei bui, gli elefanti e le guardie reali, ma lo spettatore non è realmente trasportato in questo mondo, che appare piuttosto uno sfavillante disegno a colori appeso nella camera dei bambini.

Certo, i temi sono in sintonia con le esigenze formative: l’amicizia che non conosce timori, la fiducia nella giustizia e nella saggezza, la capacità di assumersi le proprie responsabilità e di usare la magia solo per un nobile scopo. Forse l’aspetto più interessante del film risiede nella necessità di affrontare le situazioni con le proprie forze. A differenza dei maghi di molte saghe per bambini, Martina è una ragazzina normale che senza le formule magiche non può evocare alcun aiuto, né trasformarsi in qualcun altro. L’insicurezza, la paura di non essere all’altezza e di non sapere risolvere i guai da soli può avvicinare la giovane protagonista al pubblico infantile, che con lei si identifica e che vede il lato positivo e negativo della magia.

Il messaggio formativo era però più evidente nel primo film, perché purtroppo in questo secondo capitolo va a perdersi tra le pieghe di un’avventura che può divertire un target molto basso, ma che non arriva al cuore.

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