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QUARTO GRADO/ Sabrina Scampini: da Sarah Scazzi a Yara Gambirasio… ecco come scegliamo i casi e costruiamo ogni puntata (esclusiva)

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Salvo Sottile e Sabrina Scampini  Salvo Sottile e Sabrina Scampini

Come giudichi il ruolo nei media nei processi sul delitto di Meredith Kercher, così sovraeposto, e in quello sul delitto di Chiara Poggi, escluso alle telecamere? Come pensi che sarà invece il ruolo dei mezzi di informazione nel processo per il delitto di Avetrana? Da un’iniziale sovraesposizione sembra che ora i riflettori potrebbero essere allontanati…

Personalmente credo sia stato utile parlare del caso di Meredith Kercher. La gente si è chiesta tante cose, come siano andate effettivamente le cose, perché delle persone indagate per questo omicidio (Amanda Knox e Raffaele Sollecito) ora sono libere. Io non so cosa sia successo, noi di “Quarto Grado” presentiamo ogni singolo caso. Non spetta a noi dare dei giudizi. Nel caso del delitto di Chiara Poggi, la famiglia era favorevole alle telecamere. E’ stata invece la difesa di Alberto Stasi ad opporsi a tutto questo. Per quanto riguarda invece il delitto di Avetrana certamente l’atteggiamento di Michele Misseri  ha giudicato numerose perplessità. Ha parlato troppo, si è concesso troppo ad interviste, alle telecamere. Questo può aver provocato questa disattenzione dei mezzi di informazione.

Il futuro di Sabrina Scampini dopo “Quarto Grado”?

Per ora sto bene qua, mi piace il ruolo che ho a “Quarto Grado”. In futuro si vedrà. Non pongo limiti, sono aperta a tutto. Forse l’unica cosa che non farei è lo sport, per cui sono negata. Ma se dovessi scegliere mi piacerebbero sempre programmi di approfondimento, quelli verso cui io sono portata, che mi piacciono di più e fanno parte della mia carriera giornalistica anche prima di “Quarto Grado”

 

(Franco Vittadini)



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