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REPORT/ Anticipazioni, "L'onda lunga": il telefono cellulare è rischioso? 27 novembre 2011

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Le anticipazioni di Report, domenica 27 novembre - Report di stasera 27 novembre in onda su Rai Tre alle ore 21 e 30 si occuperà di un tema particolare di cui si discute di tanto in tanto. Milena Gabanelli presenta infatti una inchiesta della giornalista Sabrina Giannini dal titolo "L'onda lunga". L'inchiesta va ad indagare i supposti danni che provocherebbe l'uso dei telefoni cellulari, proprio all'indomani di una recente dichiarazione di ordine medico internazionale che smentirebbe tali danni. Un tema dibattuto praticamente da quando sono venuti alla ribalta i telefoni cellulari. Ormai mezzo di comunicazione alla portata di tutti, l'invenzione di questo tipo di telefono risale al 1973, quando l'ingegnere americano Martin Cooper mise a punto il primo telefono cellulare, certamente di dimensioni decisamente più grosse di quelle degli attuali cellulari. Oggi infatti ne hanno uno - e spesso più di uno - circa cinque miliardi di persone. Poco tempo fa l'organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che le micro onde prodotte dai telefoni cellulari sono possibilmente cancerogene. L'inchiesta di Report vuole indagare se sia stato fatto abbastanza dalle autorità sanitarie e dai governi per capire se effettivamente ci sono problemi per la salute degli utenti. Nell'inchiesta si dimostrerebbero evidenti conflitti di interesse fra le aziende coinvolte, insomma si cercherà di svelare i retroscena della scienza finanziata in gran parte dalle industrie di settore. La puntata di stasera si occuperà poi di altri argomenti sempre a carattere di salute e di ambiente: si parlerà infatti del percorso che fanno i rifiuti dopo essere stati raccolti e del percorso che seguono prima di essere smaltiti. E ancora: sempre nella puntata in onda stasera si parlerà di un presunto centro dati presente in Islanda dove in una ex base Nato vengono conservate tutte le informazioni che sono state diffuse su Internet. L'idea di questo centro dati viene dal tentativo di salvare le notizie da eventuali censure operate in alcuni Paesi. L'idea è venuta ad alcuni cittadini impegnati a protestare contro la crisi finanziaria. Tale protesta provocò la caduta del governo in carica: i cittadini chiesero anche la totale trasparenza di ogni atto amministrativo chiedendo che l'informazione diffusa su Internet venisse tutelata, riuscendo a far inserire tale richiesta nella costituzione islandese.



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