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REPORT/ I telefoni cellulari causano il cancro? L’inchiesta

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Milena Gabanelli  Milena Gabanelli

Report – I cellulari veicolano il cancro? Puntata 27 novembre 2011. Report ha proposta una puntata, in onda su Rai Tre sui rischi per la salute che comporta l’uso assiduo dei telefoni cellulari. Milena Gabanelli ha proposto un articolato e approfondito reportage sui cellulari e sulla loro pericolosità. I telefonini sono usciti per la prima sul mercato volta nel 1983. Oggi su sette miliardi di abitanti del pianeta, quasi cinque miliardi e quattrocentomila ne possiedono uno. Sono dati incredibili se si pensa che nessun prodotto si è mai diffuso così tanto e così velocemente. Ma proprio quando i numeri hanno cominciato a diventare imponenti, la comunità internazionale ha cominciato a chiedersi se questi strumenti siano davvero pericolosi. I problemi finanziari delle Nazioni Unite sono molto seri e così l'OMS va alla ricerca di fondi, altrimenti con le sue risorse non potrebbe fare ricerca in relazione a questo che è in realtà un problema da affrontare. Così la diffusione del cellulare non è stata per niente collegata ai rischi per la salute. A Ginevra dunque non si è mai fatto niente per infastidire l'industria. Repachioli (coordinatore del progetto onde elettromagnetiche dell'OMS) ha spiegato che capire la pericolosità dei cellulari interessa anche le aziende, perché se fra vent'anni tutti prendono il cancro al cervello, loro rischiano di fallire.

C'è stato uno studio ad esempio che ha dimostrato che l'uso del cellulare andrebbe a danneggiare il DNA. Eppure questo studio non è stato preso in considerazione. E allora la domanda che quelli di Report hanno posto alle persone per strada è "Dove tieni il telefonino?" Molti hanno risposto "sotto il cuscino", altri "in tasca" e molti dicono di usarlo senza auricolare ma direttamente vicino all'orecchio. Nessuno inoltre dichiara di aver letto le istruzioni del proprio cellulare. Eppure sui libretti di alcuni degli ultimi modelli di telefoni è indicata la distanza ottimale per l'utilizzo del telefono.

Intanto in alcune città accade che le antenne vengano camuffate da palme o da varie tipologie di alberi e così la gente non le vede e non si può lamentare della loro presenza.

Ma i governi continuano ad assecondare i produttori. Fiorenzo Marinelli, ricercatore del CNR è al momento in attesa di fondi per poter studiare i campi elettromagnetici.

In fondo l'antenna sembra dare fastidio solo a chi ce l'ha davanti casa. Gasparri nel 2002 fece approvare un decreto che permetteva di far installare dovunque le antenne, per salvaguardare gli interessi del settore. Dovunque, ma non davanti alla casa di Gasparri per l'appunto, perché egli non poteva proprio vedere quell'antenna che svettava sulla casa del dirimpettaio. Così l'antenna è stata rimossa ma la versione di Gasparri è che la decisione di spostare la stessa sarebbe venuta da un sollecito della popolazione. Ma questa in realtà non voleva proprio l'antenna in quel luogo, perché troppo vicina ad una scuola. Questo è quanto si legge nella petizione dei cittadini.

Il 31 maggio 2011 a Lione l'agenzia per la ricerca sul cancro ha emesso un verdetto sulla potenziale cancerogenicità delle radiazioni emesse dal cellulare. La classificazione è corrispondente al livello 2 B e la conclusione è dunque che il cellulare può causare il cancro. Lo studio ha messo in evidenza che le persone che usano il cellulare da almeno dieci anni per più di mezzora al giorno, hanno il doppio della possibilità di avere un tumore. Chi inizia ad usarlo prima dei 20 anni ha inoltre un rischio superiore, così come superiore è il rischio di chi vive in zone rurali o usa il telefono in treno o in auto, in quanto per captare il segnale il cellulare emana più onde. Ma pensiamo, ha fatto notare la Gabanelli, ad esempio a quante persone sono morte di cancro pensando che la sigaretta fosse completamente innocua. Le multinazionali mentivano sul tabacco e questo è costato loro miliardi di dollari di risarcimenti. Le multinazionali della telefonia non vogliono cadere nello stesso errore e preferiscono pagare la ricerca indipendente. Innocente Marcolini ad esempio ritiene che la malattia che ha avuto sia derivata dall'uso per quattro o cinque ore al giorno del telefono presso la compagnia in cui lavorava. Alla fine gli è stato riconosciuto il danno derivato proprio da questo utilizzo eccessivo di cordless e cellulare. I grandi utilizzatori di telefonini sono considerati quelli che usano il telefonino per più di mezzora al giorno. In sostanza rientriamo tutti in questa categoria. L'agenzia della ricerca sul cancro di Lione ha suggerito di adottare misure per ridurre l'esposizione, come l'uso dell'auricolare o il ricorrere ai messaggi. (continua alla pagina seguente)



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