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TG1/ Minzolini battuto da Mimun. Il Tg5 lo stacca di 5 punti di share

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Un sorpasso sorprendente di cui, a memoria d’uomo, non vi è traccia nella storia televisiva. Il Tg1 condotto da Augusto Minzolini è stato superato dal Tg5. Il telegiornale sino a ieri più seguito d’Italia, considerato da decenni un’istituzione, non solo ha perso la battaglia dello share. Ma l’ha persa addirittura con cifre a dir poco, sempre televisivamente parlando, impressionanti. L’organo di informazione dell’ammiraglia Mediaset ha staccato l’omologo Rai di ben 5 punti percentuali. Si tratta di un record assoluto. Nel dettaglio, il Tg5 delle 20 di ieri sera è stato seguito da 5.295.000 spettatori con il 20,41% di share, mentre la testata giornalistica guidata da Minzolini ha totalizzato 4.178.000 telespettatori con il 16,08% di share.  A beneficiare della pessima performance del Tg1 è stato il Tg di Raitre, condotto da Bianca Berlinguer. L’edizione di domenica, delle 19, infatti, ha ottenuto 3.700.000 telespettatori ma, contestualmente, raggiungendo il 17,69%, si è aggiudicato la cifra più alta, tra tutti i telegiornali  serali di ieri, per quanto riguarda lo share. Pare che a determinare l’andamento negativo per il Tg1 sia stata, tra le altre cose, l’assenza dagli schermi del Tg di La7 di Enrico Mentana che, ieri sera, non è andato in onda. Durissima la reazione del comitato di redazione del telegiornale nazionale secondo il quale non solo Minzolini ha toccato il punto più basso della propria carriera ma, addirittura, è stato raggiunto il punto più basso del Tg. Un trend negativo inaugurato dal predecessore, Gianni Riotta ma che, tuttavia, in termini assoluti non è lentamente paragonabile. Quando, infatti, al timone del telegiornale c’era l’ex direttore de Il Sole 24 Ore, gli ascolti erano stati, per il 2006-200 al 32,79% mentre nel 2008-2009 al 29,64%. Rispetto, inoltre, al 2009-2010 si è registrato uno share medio pari al 25,21%, con un calo di 2,7 punti percentuali. Dura anche la reazione del consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo che, anzitutto, ha ricordato come da tempo denuncia la «situazione disastrosa in cui versa quella che una volta era la testata “ammiraglia” della televisione italiana, pubblica e privata, ormai sull'orlo di una crisi senza ritorno».

 



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