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POMERIGGIO CINQUE/ L'alluvione a Genova e gli episodi di violenza sulle donne

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Barbara D'Urso  Barbara D'Urso

POMERIGGIO CINQUE: L'ALLUVIONE A GENOVA E LA VIOLENZA SULLE DONNE - La puntata di oggi di Pomeriggio Cinque non poteva non essere incentrata sui principali fatti di cronaca. Tema dominante è il disastro provocato dal maltempo in Liguria e proprio alla luce di questi fatti, la scaletta del programma viene modificata dalla D'Urso che naturalmente non se la sente di ridere e scherzare. 
Si parla così di Cassano, che è stato oggi operato al cuore e pare che riuscirà ad uscire dall'ospedale forse addirittura entro domenica prossima. In suo onore ha cantato anche Gigi D'Alessio, suo caro amico. 
Dopo un doveroso ricordo di Marco Simoncelli, Barbara mostra le immagini di Amanda Knox che pare stia imparando tecniche di difesa. Intanto questa sera a Quarto Grado verrà intervistato il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito. 
Una notizia Ansa rivela che tra i sei morti presunti, di cui tre sono bambini, si sarebbe salvata una bambina. Serena Garitta è a Genova e stamattina, mentre cercava di realizzare un servizio, è dovuta scappare via all'improvviso quando ha visto l'acqua che letteralmente la inseguiva. La zona centrale di Genova è letteralmente devastata. Serena si augura che la situazione possa essere normalizzata il prima possibile. 
Anche Alberto Pastanella è collegato per degli aggiornamenti. Il traffico di Genova è al momento completamente bloccato e la città è praticamente tagliata in due. Adesso non piove e l'acqua si sta ritirando da alcune strade. La paura però è che possa arrivare un'altra onda di piena. Anche le guardie carcerarie sono al lavoro insieme a carabinieri e polizia, per cercare di far fronte all'emergenza. Adesso la paura è che possa ricominciare a piovere nelle zone colpite già ad ottobre dall'alluvione. La puntata prosegue poi con altri argomenti, ma dando sempre aggiornamenti sulla situazione di Genova. Barbara, avendo modificato la scaletta, chiede innanzitutto perdono ai suoi ospiti per il fatto di aver deciso di occuparsi di un altro argomento. Si parla della violenza sulle donne, partendo dalla storia di Emiliana, una ragazza bella, spontanea e sensibile di appena 25 anni, uccisa dal suo ex fidanzato Luigi. Ospite di Barbara questa sera è proprio la mamma di Emiliana, insieme a Teresa, la zia di Melania e Claudio Scazzi, fratello di Sarah all'avvocato Paolo Vinci e all'onorevole Santanché. Non vuole invece mostrare il suo viso una donna che ha scelto di raccontare in trasmissione quanto le sta accadendo, facendosi chiamare Maria, un nome di fantasia.
La signora Emiliana si lamenta del fatto che l'ex di sua figlia non sia stato tenuto in carcere e che gli sia stata data la possibilità di commettere un atroce delitto. La Santanchè è fortemente indignata con i magistrati che, dice lei, vorrebbe capire con che faccia riescano a dormire. Anche Barbara fa sentire il suo risentimento e si rivolge a Maria, che racconta di aver sposato suo marito contro il volere della sua famiglia qualche anno fa e che già il giorno dopo il matrimonio ne scoprì la vera personalità, ritrovandosi in una situazione drammatica che capì bene solo dopo un anno e mezzo. All'inizio, dice lei, le donne tendono ad incolparsi, pensando di essere responsabili per quello che si trovano a subire. 
Barbara ha pronte delle immagini da mandare in onda sulla vera storia di come Melania e Salvatore Parolisi si sono conosciuti. Melania aveva 18 anni. "Lo strano caso di Melania Rea" è il libro di Antonio Delitala in cui si possono trovare tutte queste informazioni. La zia racconta di come Melania si fosse innamorata subito di Salvatore, di come lui fosse stato il suo unico uomo e lei ora è morta per l'amore che provava per lui. L'uomo che lei tanto amava, dice la zia, potrebbe averle dato 35 coltellate, e questo è davvero assurdo. si tratta di storie davvero incredibili, che vanno oltre quella che è la realtà. Continuando a parlare di "donne nel mirino", iniziano a girare le immagini di persone che si sono fatte tatuare la faccia di zio Michele, e l'avvocato Vinci parla di un eccesso del senso dell'orrido. Non è concepibile ad esempio che un magistrato non sia punito per aver permesso che una persona così violenta potesse uscire dal carcere.  



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