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LA RAGAZZA AMERICANA/ Tra amore e mistero è tornato il tempo delle fiabe in tv?

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La ragazza americana  La ragazza americana

Dopo Cenerentola, Vanessa Hessler torna a interpretare il ruolo di una ragazza grintosa e determinata, che questa volta è in bilico tra due mondi (quello americano in cui è cresciuta e quello italiano a cui sente di appartenere), tra due amori e, naturalmente, tra il passato da scoprire e il futuro da costruire.
A metà tra la commedia sentimentale e il racconto del mistero, La ragazza americana punta a un pubblico familiare in fuga dai reality, dai melodrammi e dalle serie poliziesche. Sembra dunque tornato il tempo delle fiabe sugli schermi italiani, che tanti anni fa ospitarono un filone ispirato alle storie in costume che piacevano anche ai bambini. Saranno la crisi e il clima generale così deprimenti a spingere gli spettatori a rifugiarsi in un mondo alternativo alla realtà? Può darsi.
La miniserie non ha niente di nuovo, unisce diversi spunti presi in prestito dai film americani ambientati in Italia come Letters to Juliet, dalla commedia Un’ottima annata e dalle fiction nostrane che raccontano di segreti familiari. Ma un borgo fiabesco, qualche citazione letteraria che vuole rendere omaggio alla tradizione italiana e un cast di bellezze “pulite” contribuiscono a rendere il prodotto piacevole, se si perdonano i dialoghi spesso privi di sottotesto e alcuni stereotipi classici quali l’americano insensibile alla cultura e dedito solo agli affari (il fidanzato di Susan), la donna in carriera insopportabile (l’amante di Vasco) e il console degli Stati Uniti che gioca a golf nel suo ufficio.
Comunque andrà a finire la storia, si può stare certi che vivranno tutti felici e contenti nell’antico castello.



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