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RAPPORTO CARELLI/ Prima puntata: l’Italia del Governo Monti. Le incursioni su Twitter e gli Sgommati rendono brioso il nuovo talk di Sky tg 24

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Rapporto Carelli - Il tema della prima puntata di Rapporto Carelli, il nuovo talk di approfondimento targato Sky tg 24 è l'Italia di Monti, come è cambiata la politica. Viene trasmessa da una terrazza di fronte al Vittoriale, con i rumori di fondo della città di Roma in tempo reale. Gli ospiti di Emilio Carelli sono Antonio Di Pietro e Rachel Donadio, corrispondente del New York Times. Quest'ultima esprime il proprio parere sul tema della puntata, dicendo che l'Italia ancora non è cambiata e che negli Stati uniti non si è mai verificato un governo di tipo tecnico non eletto democraticamente dal popolo, come quello di Monti. Antonio Di Pietro dice di nutrire una grande fiducia nel nuovo governo, e pensa che Monti necessariamente agirà su più fronti. Per prima cosa dovrà eliminare i privilegi della casta, con una legge che lui definisce la "legge del buon esempio". Probabilmente agirà anche sull'ICI, ma Di Pietro spera che si sottolinei la differenza tra chi possiede dieci case di proprietà e chi, invece, si è indebitato con un mutuo che non riesce a pagare. Il conduttore manda in onda un breve servizio sull'insediamento di Monti. Qualcuno degli intervistati si mostra estremamente scettico, dicendo che durerà al massimo una ventina di giorni. Di Pietro insiste sulla necessaria riduzione del numero dei parlamentari e sul fatto che le pensioni dei parlamentari debbano essere più basse. Non è ammissibile, infatti, che anche chi è stato parlamentare per tre giorni abbia diritto alla pensione. Viene presentato il sondaggio "ditemi" di Virgilio: "il governo Monti taglierà le pensioni ai parlamentari, basterà?". Il 54% dei partecipanti si esprime negativamente. Viene dato anche spazio ad alcuni dei commenti della rete al sondaggio. C'è chi si esprime considerando questo tipo di provvedimento solo come fumo negli occhi per gli italiani. Rachel Donadio dice che l'Italia è un paese troppo grande per fallire; il problema è globale, ma c'è veramente poco tempo per risolverlo. Carelli riferisce a Di Pietro alcuni commenti postati su twitter che vorrebbero che Massimo Donadi lo sostituisse a capo dell'IDV. Con queste incursioni nella rete Carelli rende più snella la conduzione. Di Pietro dice di essere favorevole al ricambio generazionale, anche all'interno del suo partito, ed afferma che lo scopo dell'IDV è sempre stato quello di riportare la legalità all'interno della politica e delle istituzioni. Lui è sempre stato contrario a Berlusconi, non per quello che faceva di notte, ma per quello che faceva di giorno, creando solo leggi ad personam. Carelli mostra un video de "Gli Sgommati" in cui Di Pietro viene preso in giro per aver fatto man bassa di BTP. Viene, poi, introdotto il sondaggio DIGIS, che ogni settimana avrà un tema diverso, e a cui si può partecipare con un sms verso un numero verde, a costo zero. La domanda di stasera è: "siete d'accordo con Di Pietro sulla patrimoniale per i redditi medio-alti?". Nella seconda parte della puntata sarà data la risposta del campione. Di Pietro illustra le sue proposte, alcune delle quali sono già state fatte sin dal 1994. Come prima cosa i condannati non possono in alcun modo essere candidati nè al Parlamento, nè a nessun'altra carica elettiva. Se si è sotto processo non si possono avere incarichi di Governo nè centrali, nè tantomeno locali. Inoltre, se si ha un incarico, per esempio come Consigliere Regionale, non si può parallelamente continuare a fare la propria professione. Infine, le imprese che hanno contratti con lo Stato non possono essere state condannate in precedenza per reati fiscali. In collegamento ci sono due ricercatori italiani ad Oxford: Emanuele Ferragina e Martina Di Simplicio, i quali hanno costituito un'associazione "le Fonderie" che si riunisce ogni settimana per discutere i problemi dell'Italia. Il ricercatore prende la parola e come prima cosa afferma che per fare una valutazione del governo Monti bisogna ancora aspettare un pò di tempo. Chiede, poi, a Di Pietro come si selezionerà in futuro la classe dirigente. La risposta è che ci vuole necessariamente una legge perchè altrimenti il solo codice etico non viene rispettato da nessuno, e soprattutto è necessario un cambio dell'attuale legge elettorale, non a caso definita il porcellum. (continua alla pagina seguente) Il problema per il ricercatore non sta in questo, ma nel fatto che le persone non sono selezionate per il loro curriculum. (continua alla pagina seguente)



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