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SERVIZIO PUBBLICO/ L'Anteprima di Michele Santoro: "salvare l'Euro"

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Michele Santoro, conduttore di Servizio Pubblico (Foto: ANSA)  Michele Santoro, conduttore di Servizio Pubblico (Foto: ANSA)

Questa proposta è conosciuta con il termine di prestito forzoso ed è stata portata avanti in Europa dall'economista francese Jean-Paul Fitoussi, del quale è previsto un intervento nel corso della puntata odierna. Michele sottolinea che avrebbe voluto che qualcuno degli uomini politici, quanto meno Pierluigi Bersani avesse espresso nei giorni scorsi una sua opinione su questa proposta. Su questo punto del suo discorso Santoro, come è tipico del suo stile, si rivolge direttamente al leader del Partito Democratico, criticando il suo silenzio su questa vicenda, e giudicandolo inappropriato. Michele aggiunge puntualizzando che invece, è notizia di oggi, che Pierluigi Bersani abbia voluto rivolgere a Monti la veemente richiesta di sapere che cosa stia facendo attualmente il governo e che cosa intenda fare nell'immediato futuro. Santoro afferma, inoltre, che stranamente più o meno l'atteggiamento di Berlusconi in questa fase politica è lo stesso di Bersani: vogliono entrambi sapere da Monti quali siano le sue intenzioni. L'unica differenza tra i due è che forse Berlusconi in questo momento parla più sommessamente di Bersani. 
I partiti dovrebbero e potrebbero proporre delle idee al governo tecnico, invece di chiedere conto in una fase che sicuramente è ancora da considerarsi prematura. I politici potrebbero e dovrebbero andare nelle piazze reali e televisive a fornire suggerimenti per superare la crisi e a parlare con la gente, non a fare campagna elettorale. Questo dovrebbe accadere in un confronto democratico, ma ciò non avviene oggi nel nostro paese. Michele dice di avere paura per l'Italia e di temere, a questo punto, che si stia andando verso il vuoto della democrazia e della partecipazione politica, che è una delle cose più pericolose che possano accadere in un paese. Il conduttore conclude il suo editoriale dicendo che si augura di tutto cuore di sbagliarsi, ma che per ora questa è la sua fotografia della realtà, è ciò che desolatamente vede intorno a lui. Poi, passa la parola a Vauro, che veste i panni di padre Indignato per la parentesi satirica.



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