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GRANDE FRATELLO 12/ Leone Guicciardini: vi svelo come si "sopravvive" nella Casa

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Leone  Leone

Nella vita quotidiana del Grande Fratello spesso la noia ha il sopravvento. Tutto ciò che facciamo, è allo scopo di far passare il tempo, che scorre lentissimo. I furti di cibo di cui si è tanto discusso nelle puntate, gli scherzi che ci facciamo a vicenda: sono tutti mezzi per vincere la noia di lunghissime giornate. In Casa non abbiamo orologi e per scandire temporalmente la durata del giorno ci alziamo e guardiamo il sole. Le ombre del loft sono la nostra meridiana. Per ora non si sente il meccanismo e la tensione del gioco

Parlaci dei casting: secondo te, stando alla tua personale esperienza, che cosa rende un ragazzo il concorrente adatto al reality?

Devi essere te stesso e affrontare il casting con spontaneità. Credo sia questo il requisito giusto per entrare nel reality. Gli autori, i selezionatori si accorgono subito se ci sono forzature della personalità. Io ho iniziato i provini una sera, nel locale dove lavoravo; c’erano i casting, ho colto la palla al balzo e ho provato. Ho superato cinque o sei step prima di essere ufficialmente un concorrente. In questi successivi casting gli autori e gli psicologi sono andati sempre più a fondo sulla mia personalità, in modo da conoscermi davvero per quello che sono.

Perchè sei andato al Grande Fratello? Dopo tre mesi di riflettori come giudichi umanamente questa esperienza? Lo rifaresti?

Il Grande Fratello 12 è stato un’esperienza divertente, la rifarei senza dubbio. Ma dopo qualche tempo nella Casa ho cominciato a sentire “aria pesante”, ostile. In fondo siamo in tanti, ma i rapporti sono limitati. Devo ammettere che uscire dal gioco è stato un sollievo. Ora sto a guardare cosa accade, chi vivrà vedrà.

 

(Camilla Schiantarelli)



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